Attualità | 29 maggio 2026, 18:42

Niente lavoro nelle ore più calde: la Regione anticipa la misura per rider, agricoltori e operai nei giorni da bollino rosso

Deroghe ai rumori in orari più "freschi" e restrizioni non valide per datori che trovano soluzioni contro la canicola

Niente lavoro nelle ore più calde: la Regione anticipa la misura per rider, agricoltori e operai nei giorni da bollino rosso

Il termometro sale e la Regione Piemonte guarda alla sicurezza di chi lavora nei cantieri nei campi e sulle strade. Con un mese di anticipo il governatore Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi hanno firmato l'ordinanza d'urgenza contro le ondate di calore anomalo, un provvedimento che impone lo stop forzato dalle 12,30 alle 16 nei giorni da bollino rosso per tutti i lavoratori impegnati nei settori dell'edilizia, dell'agricoltura, del florovivaismo, delle cave e della logistica, inclusi esplicitamente i rider. La misura, scattata per proteggere la salute dei lavoratori di fronte a temperature record che non si possono più considerare un'eccezione, estende le tutele sia ai dipendenti subordinati che ai lavoratori autonomi.

Chi è coinvolto

Il provvedimento entrerà in vigore dal 30 maggio e resterà attivo fino al 31 agosto. La misura si applica nello specifico ai lavoratori subordinati e autonomi che svolgono mansioni caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione al sole, qualora non sia possibile adottare misure tecniche o organizzative alternative per ridurre l'esposizione al calore. 

L'ordinanza mappa con precisione i lavoratori dei cantieri edili e stradali, chi opera nella raccolta e cura dei campi nel settore agricolo e florovivaistico, gli addetti alle attività estrattive nelle cave e il personale della logistica, con un focus mirato sulla tutela dei ciclo-fattorini e dei rider impegnati nelle consegne all’aperto.

Deroghe sui rumori

L'astensione dal lavoro nella fascia pomeridiana, dalle 12 alle 16, scatta esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma di monitoraggio Worklimate, alla rilevazione delle ore 12, segnala un livello di rischio alto. Di conseguenza, la restrizione non si applica se i datori di lavoro riescono a garantire misure idonee a ridurre il rischio, come la disponibilità di zone d'ombra o aree condizionate. Inoltre, per consentire alle aziende di recuperare le ore perse spostando i turni nei momenti più freschi della giornata, la Regione ha chiesto ai Comuni di concedere deroghe temporanee ai limiti sui rumori e alle emissioni acustiche locali.

"Tuteliamo lavoratori, favoriamo organizzazione delle attività"

"Nei prossimi giorni le temperature dovrebbero abbassarsi - commentano il presidente Alberto Cirio e l’assessore Federico Riboldi - ma sappiamo che il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno occasionale, ma una condizione, spesso improvvisa, con cui dobbiamo confrontarci sempre più frequentemente.  Così tuteliamo i lavoratori nelle situazioni di maggiore rischio, favorendo al tempo stesso una corretta organizzazione delle attività produttive”.

"La prevenzione resta l’arma più efficace – aggiunge il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone - L’obiettivo non è fermare le attività produttive, ma favorire una corretta organizzazione del lavoro e l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire condizioni di sicurezza adeguate. La salute dei lavoratori viene prima di tutto ed è una responsabilità che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori stessi".

Soddisfazione espressa dalle sigle parti sindacali. 

"Chiediamo alle aziende di applicare l’ordinanza con rigore e spirito autentico — dichiara Luca Caretti, Segretario generale CISL Piemonte —, non come adempimento formale. Le misure organizzative (ombra, acqua, turni adeguati) devono essere garantite concretamente, a partire dai lavoratori più fragili e da quelli con patologie croniche. Nei prossimi giorni chiederemo comunque un incontro alla Regione per approfondire eventuali situazioni particolari”.
 


 

Daniele Caponnetto

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