Attualità | 20 giugno 2026, 06:58

"Tribunali al collasso", tanti i problemi anche a Torino: "Carenza di personale oltre il 30%"

I motivi della lentezza e le difficoltà della magistratura nell'incontro organizzato da M5S e Gruppo Abele

Un momento dell'incontro organizzato da M5S e Gruppo Abele

Un momento dell'incontro organizzato da M5S e Gruppo Abele

"Tribunali al collasso": il Movimento 5 Stelle riporta la Giustizia al centro del dibattito dopo il referendum di marzo. Alla Fabbrica delle "E" del Gruppo Abele, il partito ha organizzato un incontro sulle condizioni dei tribunali italiani, tra carenze di personale, carichi di lavoro sempre più gravosi e disservizi causati ai cittadini.

Hanno discusso Federico Cafiero De Raho, ex magistrato, deputato pentastellato e Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, già Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo; Flavia Panzano, Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Torino; Nicoletta Buongiorno, cancelliere esperto nella Procura di Torino e rappresentante sindacale; Chiara Canepa, sostituto procuratore del Tribunale di Torino.

I numeri di Torino, del Piemonte e dell'Italia

I numeri di magistrati e del personale amministrativo sono quelli che preoccupano, come spiegato da Panzano: "I giudici impiegati in Italia sono il 50% in meno rispetto agli altri paesi europei. Abbiamo un quarto dei PM in meno, che trattano tre volte il numero di procedimenti dei colleghi europei. A Torino, la Corte d'Appello di Piemonte e Valle d'Aosta ha una carenza del 34%, i tribunali tra il 31 e il 33%, il Tribunale dei minorenni del 15%".

Col PNRR sono stati potenziati gli Uffici per il Processo (UPP), che supportano il lavoro dei magistrati per velocizzare i processi. "Finalmente gli uffici sono stati dotati di mezzi, riducendo gli arretrati, dimostrando che la magistratura non è pigra ma che quando ha risorse sufficienti è all'altezza - ha commentato Panzano - Il 30 giugno scadono i contratti determinati degli assunti a tempo determinato del PNRR, si è fatto un concorso per stabilizzarli ma non sappiamo ancora chi resterà, dove saranno assegnati e cosa faranno. In questo modo la Giustizia non potrà mai dare i risultati che dovrebbe".

"La situazione è critica - ha dichiarato Buongiorno - Le condizioni del personale amministrativo della Procura di Torino ci ha portato a proclamare lo stato di agitazione da marzo scorso e un'azione di sciopero lo scorso 7 maggio. La digitalizzazione annunciata dal PNRR è ancora lontana, spesso si lavora sia su carta che su base informatica, aggravando ulteriormente il lavoro. Negli uffici amministrativi c'è carenza intorno al 45% di personale. Bisogna rendere il lavoro al Ministero della Giustizia più appetibile".

L'attacco del M5S alla riforma Nordio

Cafiero De Raho ha invece duramente criticato le riforme portate avanti dal governo Meloni, come la riforma Nordio, definita "qualcosa di catastrofico" per l'eliminazione del reato di abuso di ufficio, per le limitazioni nelle intercettazioni e le difficoltà nelle indagini. "Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega sbandierano sicurezza e una giustizia che funzioni, ma è il contrario di ciò che è stato fatto - ha commentato - A beneficiarne sono i colletti bianchi e i politici collusi con mafia e camorra, erodendo la forza delle indagini. Questo Governo non ha approvato nemmeno una legge nei confronti delle mafie e hanno creato nuovi tipi di reato inutili da perseguire al posto di quelli che andrebbero perseguiti davvero".

Canepa ha infine parlato dell'apertura della Giustizia verso i cittadini, "lezione" imparata dalla campagna referendaria: "La cosa più importante del referendum credo sia stato l'incontro con i cittadini - ha detto - L'associazione nazionale magistrati ha capito di doversi aprire di più: le indagini sono segrete ma è giusto che i cittadini sappiano i risultati e capire quale è la difficoltà dell'indagine. Invito tutti a venire a vedere un processo, che è dove si ricostruisce la verità".

L'importanza del confronto con la società civile

Ad aprire l'incontro sono stati i parlamentari 5 Stelle Elisa Pirro e Antonino Iaria. A moderare, il consigliere regionale Alberto Unia. "L'evento è andato benissimo - ha commentato - È bello come partito confrontarsi anche con la società civile, con chi non fa parte del nostro gruppo, per capire quali sono le posizioni. Il referendum ha avuto il vantaggio di aver portato questo tema più vicino ai cittadini".

Francesco Capuano

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