Il piano di dismissione delle cabine telefoniche pubbliche entra nella sua seconda fase. Dopo mesi di interventi nelle diverse circoscrizioni, il Comune di Torino fa il punto sull'avanzamento dei lavori: le rimozioni sono ormai diffuse in tutti i quartieri e il programma ha raggiunto circa il 50% del percorso previsto. Un risultato che, per Palazzo Civico, arriva dopo anni di pressioni su Tim.
Foglietta: "Il piano procede"
Su tutta la città erano presenti 138 cabine (con autorizzazione alla dismissione di 119 di esse). Finora ne sono state rimosse 12 nella Circoscrizione 1, 9 nella Circoscrizione 2, 20 nella Circoscrizione 3, 4 nella Circoscrizione 4 - dove altre 8 sono in lavorazione - e 13 nella Circoscrizione 5. Nelle Circoscrizioni 6 e 7 i lavori sono in corso e si concluderanno entro il mese, mentre nella 8 gli interventi sono partiti nelle ultime settimane e termineranno in autunno.
A tirare le somme l'assessora alla Mobilità, Chiara Foglietta, che ha ricordato come il Comune abbia sollecitato per anni Tim attraverso incontri e interlocuzioni ufficiali affinché desse finalmente attuazione al piano di dismissione.
Cabine ormai inutilizzate
Per Palazzo Civico le cabine telefoniche sono ormai infrastrutture superate dall'evoluzione tecnologica e, in molti casi, trasformate in punti di abbandono e incuria.
"La manutenzione, la pulizia e la rimozione competono a Tim - ha precisato Foglietta -, che negli anni scorsi aveva più volte rinviato il piano a causa di problemi organizzativi e tecnici con le imprese appaltatrici. Solo dopo aver verificato che le dismissioni fossero effettivamente partite sarà possibile affrontare il tema del riutilizzo delle poche cabine che resteranno attive".
Firrao: "Ora si completi il piano"
Una situazione, al momento, convincente secondo il consigliere di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao, autore di un'interpellanza. "Il piano di dismissione è oggi al 50% e speriamo che venga concluso entro la fine dell'anno", osserva il consigliere, sottolineando come molte cabine rimaste siano ormai soltanto "punti di abbandono e degrado".












