Ci sono date che il tempo non riesce a trasformare in un semplice ricordo. Restano ferme, sospese, come se ogni anno riportassero indietro le lancette e costringessero a ripercorrere ancora una volta la stessa strada. Il 21 luglio saranno trascorsi ventuno anni dalla scomparsa di Fabrizio Catalano, che nel 2005, appena diciannovenne, fece perdere le proprie tracce ad Assisi, dove stava frequentando il secondo anno di un corso di musicoterapia. Da allora la sua famiglia non ha mai smesso di cercarlo e l’Associazione “Cercando Fabrizio e…”, presieduta dalla mamma Caterina Migliazza, continua a tenere viva la sua storia e, insieme, quella delle tante famiglie che convivono ogni giorno con l’assenza di una persona amata.
Quando luglio si avvicina al giorno della scomparsa, il dolore torna più forte e la memoria corre inevitabilmente ad Assisi, a quel sentiero percorso da Fabrizio per l’ultima volta, ai luoghi delle ricerche, ai punti in cui furono ritrovati alcuni dei suoi effetti personali: prima la sacca e, sette mesi dopo, la chitarra che aveva accompagnato la sua grande passione per la musica. È come se, in questi giorni, ogni pensiero tornasse ancora una volta su quel sentiero e rendesse l’assenza ancora più presente, più viva, più dolorosa.
«Ventuno anni sono un tempo lunghissimo, ma per una mamma l’assenza di un figlio non si misura con il calendario», racconta Caterina Migliazza. «In questo periodo dell’anno la ferita si riapre ancora di più. Il pensiero torna continuamente a quei giorni, a quei luoghi, a quel sentiero. L’assenza di Fabrizio si sente più forte e il dolore torna ad essere cocente. Dopo così tanto tempo il silenzio pesa e, a volte, anche la speranza vacilla. Ma non vogliamo mollare. Non possiamo farlo».
Anche quest’anno l’Associazione “Cercando Fabrizio e…” rinnova il proprio appello e continua a tenere viva la storia di Fabrizio attraverso un impegno che non si è mai interrotto. Perché il 21 luglio non è un anniversario da celebrare, ma una data che ogni anno riapre una ferita e rende ancora più forte il peso di un posto rimasto vuoto. Dopo ventuno anni, mentre il tempo continua a scorrere, resta immutato il desiderio più semplice e più grande: sapere dove sia Fabrizio e poterlo, finalmente, riportare a casa. Un desiderio che continuerà ad accompagnare anche le tante iniziative che l’Associazione promuoverà nella prossima stagione, per mantenere viva la memoria di Fabrizio e continuare a condividere la sua storia.
La storia di Fabrizio si inserisce in un quadro nazionale che continua a destare preoccupazione. Secondo la XXXIV Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, nel solo 2025 sono state presentate 25.358 denunce, circa 70 al giorno, mentre dal 1974 restano ancora da rintracciare 110.078 persone. Numeri che raccontano il peso di attese che possono durare anni e che spingono l’Associazione “Cercando Fabrizio e…” a continuare a condividere la propria esperienza, affinché gli errori e le difficoltà incontrati lungo questo percorso non si ripetano per altre famiglie.












