Un pallone che rotola sul sintetico del quartiere, le grida di entusiasmo dei ragazzi e uno sfondo che parla di riscatto e dignità. In Barriera di Milano, l’oratorio salesiano “Michele Rua” rinnova una delle sue tradizioni più significative dedicando l’edizione 2026 del Torneo della Legalità a Libero Grassi.
Dopo aver reso omaggio negli anni passati a figure del calibro di Falcone, Borsellino, Caccia, Don Puglisi e Livatino, quest’anno l'attenzione si concentra sull’imprenditore siciliano ucciso dalla mafia 35 anni fa per aver rifiutato il racket del pizzo. In un territorio spesso al centro della cronaca per le sue fragilità e per i problemi legati alla microcriminalità, la risposta passa attraverso i valori fondamentali dello sport.
Il Decalogo sul campo
A caratterizzare l’iniziativa non è soltanto la competizione agonistica, ma la presenza di un vero e proprio “Decalogo della Legalità”, affisso nelle bacheche dell’oratorio e tradotto in regole di gioco concrete. Il no alle scorciatoie si concretizza nel rifiuto del fallo tattico, mentre un “Cartellino Verde” premia i giovani calciatori che ammettono spontaneamente un’infrazione o si autodenunciano.
Le squadre iscritte portano i nomi dei club più celebri abbinati a quelli delle vittime innocenti della mafia, mentre prima e dopo i match sono previsti i “Terzi tempi della Memoria”, dedicati alla lettura di brani tratti dalla celebre Lettera al caro estortore di Grassi. Il premio finale più ambito, il “Libero Giocatore”, non andrà necessariamente a chi segna più reti, ma alla formazione che dimostrerà la massima fedeltà al sistema educativo e al fair play.
Le voci dei protagonisti
“Il Torneo della Legalità non è una semplice competizione sportiva, ma un vero e proprio percorso educativo sul campo” spiegano gli educatori Dario, Gioele, Biagio ed Ivan. “Ricordare la figura di Libero Grassi significa insegnare ai nostri ragazzi che le regole non sono un limite alla libertà, ma l’unico modo per custodirla. Grassi ha detto no al ricatto criminale per difendere la sua dignità, noi vogliamo che i giovani imparino a dire di no alle piccole e grandi ingiustizie quotidiane”.
A sottolineare il valore sociale e spirituale dell’iniziativa è anche don Alessandro Borsello, direttore della comunità salesiana: “Ai nostri giovani non serve solo sentirsi dire cosa sia giusto; serve sperimentarlo nel gioco, dove la regola è la garanzia per stare insieme felici. Ricordare Libero Grassi significa insegnare a diventare “buoni cristiani e onesti cittadini”. Sul campo, così come nella vita, non c’è spazio per i furbi o per chi calpesta gli altri. Si vince solo insieme, con rispetto e onestà”. L’appuntamento per il quartiere si rinnova ogni venerdì presso le strutture dell’oratorio Michele Rua di via Paisiello.










