Economia e lavoro | 21 ottobre 2026, 13:00

La crisi dell'auto sgonfia la componentistica piemontese: giù fatturato e addetti. "Il 2026 sarà anche peggio"

Tra Stellantis e la frenata della Germania, le difficoltà si accumulano anche alla transizione elettrica (il 34% teme effetti negativi). Giorda (Anfia): "C'è fortissima preoccupazione per il futuro"

La crisi dell'auto sgonfia la componentistica piemontese: giù fatturato e addetti. "Il 2026 sarà anche peggio"

Non poteva che andare così. In un periodo storico in cui l'auto soffre, nell'incertezza della strada da imboccare, la componentistica non può che essere uno specchio fedele di questa difficoltà. Sia per quanto riguarda la situazione italiana (Stellantis in chiaroscuro), sia per la frenata imprevedibile e impattante della Germania, da sempre uno dei migliori clienti delle aziende della filiera italiana e piemontese.

Numeri in calo

Lo dicono le ultime rilevazioni della Camera di Commercio di Torino con il suo Osservatorio. Su 2110 aziende in Italia, oltre un terzo (734) si trovano nel territorio piemontese. E i cali a livello regionale sono peggiori di quelli nazionali: il fatturato cala del 4,6% (18,8 miliardi contro i 53,5 nazionali, in calo del 3%). Giù anche gli addetti: i 60.500 piemontesi sono il 3,5% in meno dell'anno precedente mentre in tutta Italia il calo è stato del 2,3%.

"Le pressioni geopolitiche destabilizzano i mercati - dice il presidente della camera di Commercio, Massimiliano Cipolletta -, ma anche il tema energetico preoccupa e incide. In questo scenario c'è poi l'elemento importante legato ad aziende che cercano di studiare e innovare, soprattutto per quanto riguarda l'intelligenza artificiale".

"Il 2026 sarà anche peggio"

"La situazione per il settore è difficile, c'è fortissima preoccupazione per il futuro e il 2026 sarà anche peggio del 2025", dice il direttore generale di Anfia, Gianmarco Giorda. "In Europa si sono persi 3 milioni di veicoli venduti e quasi 3,5 di veicoli prodotti. In tutto questo si sono inseriti i produttori cinesi che raggiungono il 10% delle quote di mercato. I dazi sulle auto elettriche hanno funzionato parzialmente perché dalla Cina arrivano soprattutto ibride e plug in. In Europa c'è una bulimia regolamentare che non facilita le cose, ma è positivo il fatto che al 2035 non ci sarà un bando totale dei motori termici. Inoltre nel nuovo accordo è positivo considerare a zero emissioni i veicoli che dal 2030 al 2035 saranno alimentati a carburanti rinnovabili". Su Made in e local content, "la proposta è interessante: i costruttori dovranno assemblare in Europa e comprare in Europa il 75% della componentistica. A patto che sia Euro a 27 oltre al Regno Unito, evitando Paesi come Turchia o Marocco dove i costi sono più bassi".

Scossa elettrica 

Oltre alle difficoltà di mercato, anche la transizione elettrica incide sugli scenari futuri delle aziende della componentistica: il 34% delle aziende teme infatti in esposizione negativa molto alta (14%) o medio bassa (20%). A fronte poi di un 49% che si definisce neutrale, c'è poi un 17% che afferma di beneficiare di queste nuove prospettive.

Mercati esteri e il rebus Stellantis

Altri segnali di difficoltà arrivano dall'internazionalizzazione (Germania e non solo): nel 2025 l'81,2% delle imprese ha venduto all'estero, meno però dell'84% dell'anno prima. La diversificazione però si fa anche per settori (sei aziende su dieci operano anche fuori dall'automotive) mentre si riduce la dipendenza da Stellantis, scesa al 56% (mentre cresce quella da Iveco, fino al 45,4% in tre anni).

Si investe meno (ma non nella AI)

Le incertezze bloccano anche gli investimenti, che scendono dal 64 al 61,8% del totale delle aziende. Colpa della domanda instabile e dai costi dell'innovazione.

Situazione diversa per l'intelligenza artificiale, dove le aziende che la usano sono quasi uno su due (49,6%), mentre erano il 40,1. Inoltre le adozioni sperimentali sono salite dal 13,9 al 22,1% dei casi. 

Massimiliano Sciullo

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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