E poe...sia! | 25 ottobre 2020, 06:40

Parliamo di poesia, perché no?

Niente analisi del testo, ma analisi del senso. E' l'obiettivo di questa rubrica, che nasce per farci scoprire - con il sorriso contagioso della sua autrice - i tanti mondi che si possono nascondere dentro i versi dei poeti

Credit: Barbara Gabriella Renzi (LULE)

Credit: Barbara Gabriella Renzi (LULE)

Perché mai seguire questa rubrica? E prendersi la briga e il tempo per leggere di poesia? Vogliate perdonarmi se rispondo con l’ennesima domanda, che spero vi spiazzi, cari lettori, detto onestamente: perché no?!

È un mantra col quale convivo da un po’. Scelgo ogni giorno di chiederlo a me stessa: "Perché no"?! Ora, giustamente, vorrete venire a capo del rompicapo.

"E quindi!? L’obiettivo di questa tizia sconosciuta che ha deciso di firmarsi come Johanna Poetessa, qual è?". Eccolo, arriva subito. Ma vi avviso che avrò bisogno di tutti voi per la sua realizzazione.

Facciamo rientrare nel vortice di buoni propositi che accompagna ogni inizio d’autunno (soprattutto questo!) la voglia di avvicinarci a un genere eterno, incompreso ma testardo: la Poesia. Proviamoci insieme, a darLe fiato.

Sia chiaro, non v’insegnerò un bel niente, per carità. Ne è pieno il mondo di lezioni, autori e mentori improvvisati a elargirne copiosamente, come il mio vicino di casa fa con le lezioni di vita.

Lascerò parlare Lei. Lei la protagonista. Ne assumerò semplicemente le veci, umilmente, segretaria dei Suoi segreti. Basta fredde parafrasi. Basta analisi del testo! È il momento dell’analisi del senso.

Delle essenze, dei profumi, di quelle emozioni impalpabili che tuttavia ci restano cucite addosso, inspiegabilmente, che ci stanno strette, che non vogliamo, non gestiamo, che commuovono e ricordano e bruciano. È il momento di lasciare spazio alla ragione del cuore, alla lingua muta che chiunque conosce e nessuno o quasi pratica.

Mettiamoci in gioco, lasciamola entrare, questa Poesia. Capiamo che non è più complessa di un racconto, non più austera di un addio. Chiede solamente di essere accolta. Poi sentita. Infine amata.

Il mondo fisico agli scienziati. Ai coraggiosi, la scoperta del proprio.

Johanna Poetessa

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, impiegata, appassionata di lingue straniere e poetessa. Già, poetessa.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata della poesia dal primo incontro, alle elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è l'arte: mi conquista la sua immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la chiarezza.
Viaggiando, ho compreso quanto il mondo sia dinamico. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo piani e idee. Oggi lavoro per un importante istituto bancario ma continuo a essere curiosa. E gioiosa. Faccio parte della corrente letteraria dei Poeti Emozionali e ho, all'attivo, la pubblicazione di tre libri: una silloge corale, un e-book e l'ultimo arrivato, “Clic” (L’Erudita Editore).

E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso ma testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'analisi del testo, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la curiosità, prima delle domande. Accendiamo il pensiero. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al paracadute provvedo io! 

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