E poe...sia! | 20 dicembre 2020, 07:40

Zona Rosa. Ovvero l'erotismo femminile nella Poesia

Niente temi natalizi, oggi si parla di sensualità e di donne. Ma i versi proposti sono il punto di vista di un uomo

Wanda Banterle, dipinto su tela riciclata, 2019

Wanda Banterle, dipinto su tela riciclata, 2019

Domenica 20 dicembre.

So bene che il periodo richiederebbe tutt’altra tematica ma sono abituata a tenere alla larga tutto ciò che profuma di conformismo, ciò che “ci si aspetterebbe”. Non per spirito di ribellione, bensì di sopravvivenza.

E poi si sa: delle cattive abitudini non se ne può proprio fare a meno, piccole o grandi che siano. Oscar Wilde, in questo, è maestro.

Ci penso spesso, devo ammetterlo; tirarsi fuori dalle convenzioni, dalla cadenza prestabilita dei giorni e dei pensieri (sì, pensieri, addirittura) è uno dei pochi poteri ancora in nostro possesso. Mica male usarlo, ogni tanto! Ritagliarsi angoli neutri, imperturbabili e fuori contesto, spontanei.

Siete fortunati, perché oggi è quel che ho intenzione di fare. “E Poe…sia!” presterà infatti il suo spazio all’articolo meno natalizio che si sia mai visto. Insomma, nella mia rubrica, di essere “scontati” è concesso solo ai panettoni.

Ora, data tale premessa, proseguo con l’esposizione. Che, non vi nego, affronto con un buffo sorriso. Non che non mi appassioni l’argomento, tutt’altro, né per mancanza d’ispirazione. Piuttosto, perché appartengo a quella sottocategoria del genere femminile che veste costantemente l’erotismo d’ironia. Una sorta di taglia unica sempre calzante, sempre in tinta, che finisce però col nasconderne la sagoma. Coprirne il vero profilo. 

E si convince sia più affascinante ammirarlo sugl’altri, da una certa distanza. Un amico e poeta, decisamente provocatorio e convinto del fatto suo, ha voluto lanciarmi la sfida insita in un tema simile - e me l’aspettavo, aggiungo: l’erotismo femminile in poesia. Sapete, non ho dovuto ragionar troppo su come svilupparlo. Direi che si sviluppa benissimo da sé.

Mi preme sottolineare, tuttavia, che il fulcro del discorso non intende essere la lirica erotica come genere (vi consiglio Barbara Korun, a proposito!), benché molto presente in letteratura e spesso di bellezza inaudita ma il ruolo “sensuale” della donna, la sua evoluzione, nella poesia stessa. Cosa trapela di Lei, cosa tinge le parole del Suo sentire, senza si rendano per forza necessarie descrizioni letterali.

Un dubbio mi attanaglia, però, cari #poetrylovers: temo questo articolo si riveli superfluo. Voglio dire, non è forse inutile, da parte mia, starvi a spiegare cosa s’intenda per EROS? Come se non lo sapeste già! Insomma, via, avrete mica bisogno di me per ripescare dalla mente sensazioni corporee, atmosfere umide, sussurri che si fanno fiato, brividi sul cuore!?! Figuriamoci se serve il mio aiuto, questo maldestro intervento, per ricordarvi quanto indomito possa essere un bacio, quanto un portamento conquisti, un profumo stordisca, uno sguardo accenda, una mano prenda, un corpo si gonfi d’intenzioni, un dolore si muti in fame, una pelle si lasci trovare!?! E ancora quel forte maledetto bruciore, alle ossa, in cima ai capelli, sudati sul viso, il desiderio di strapparsi i vestiti e vestirsi di gemiti, le parole che schizzano fuori dai pori dilatati, bagnati, il compimento finale del dare, il bisogno di ricevere e riempirsi tutti.

Svuotarsi tutti. In ogni modo possibile.

No, non ritengo necessario sia proprio io a darvi lezioni di zona rosa; sono certa sarete tutti ampiamente autocertificati! Breve parentesi conclusa, dunque.

Ecco, a questo punto, sento di dover aggiungere una cosa sola, palesare la mia opinione. Sarò lapidaria, perché vorrei lasciarvi alla vera protagonista dell’articolo, come sempre. Giusto per dare un umile contributo, insomma, in quanto autrice. 

La donna non trapela erotismo: è erotismo.

Semplicemente. 

Ce l’ha dentro come ha dentro i reni, lo stomaco, la lingua.

La Sua sensualità è autentica; non servono impalcature, pizzi, scorciatoie. E credo davvero la Poesia ne sia il massimo esempio. 

Tra i versi di una donna, che stia parlando del sole, della rinascita o della sfera più intima (con riferimenti apertamente sessuali) se chiuderete abbastanza forte gli occhi e ascolterete abbastanza a lungo, senza timore, la sua voce, potrete sentirne i palpiti. Riecheggeranno in voi, fino all’ipnosi. Potrete udirne battere l’anima; laddove non vi è alcuna malizia, ricordate, vive la passione più pura. Un autentico sentire, fatto d’innocenza e violenza, natura e passione sempre pronte ad esplodere. Insieme, in Lei, all’unisono.

Per dirla in linguaggio matematico, erotismo femminile sta a poesia come ossigeno alla vita.

L’equazione più sensuale al mondo.

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PAROLE DI MIELE

Parole di miele,

l’aurea che cavalca la marea,

luna pura

di gravità ed attrazione nelle vene.

La terra al cielo,

transfert mistico sensuale

nel perdersi liberi di parole

tra le tue gambe a colare

le onde in guerra del mare.

Ho trovato la mia femminilità danzante a 

germogliare

sul tuo seno giaciglio di tempeste.

Ne sento il fragore 

petali a schiudersi 

fra dita e respiri triti

delle corde intrecciate a note e desideri irti

nei tuoi nèi

costellazioni in fiamme per astri arsi.

La poesia non ha regole,

coltiva fragole.

Brinda a se stessa

mentre la musa maggiore

versa da bere.

Tieni lo champagne in fresco 

ché il desiderio di libertà e sesso

ne sono la gabbia

ne sono l’innesco.

Oasi dei sogni,

parole di miele dalle tue labbra

-Jonathan Rizzo-

Come punto di vista maschile sull’argomento non è male, direi.
Questo verso in particolare:

“transfert mistico sensuale”

Non è forse così? La natura femminile non sarà sempre sospesa tra due mondi, tra onirico e realtà, detto e non detto, mostrato e immaginato, erotismo ed innocenza, inafferrabile?

Godetevi le rosse pennellate di Jonathan e pensateci su.

Alla prossima

--- Buon Natale e Felice Anno Nuovo! ---

Johanna Poetessa

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, impiegata, appassionata di lingue straniere e poetessa. Già, poetessa.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata della poesia dal primo incontro, alle elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è l'arte: mi conquista la sua immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la chiarezza.
Viaggiando, ho compreso quanto il mondo sia dinamico. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo piani e idee. Oggi lavoro per un importante istituto bancario ma continuo a essere curiosa. E gioiosa. Faccio parte della corrente letteraria dei Poeti Emozionali e ho, all'attivo, la pubblicazione di tre libri: una silloge corale, un e-book e l'ultimo arrivato, “Clic” (L’Erudita Editore).

E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso ma testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'analisi del testo, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la curiosità, prima delle domande. Accendiamo il pensiero. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al paracadute provvedo io! 

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