E poe...sia! | 25 aprile 2021, 09:01

Noi siamo Anna: ecco perché la poesia ha ancora un senso

Tanta e palpabile è la voglia di condividere emozioni. E lo si vede nelle mail dei lettori che chiedono e parlano di Poesia. "Anna è una di noi"

"La Poesia è viva", biro su carta 2021, Chiara Nott (l'artista, gentilmente, omaggia Torino)

"La Poesia è viva", biro su carta 2021, Chiara Nott (l'artista, gentilmente, omaggia Torino)

Buona domenica, adorati #poetrylovers.

Agli sgoccioli di un mese apatico, assonnato e recluso, andiamo pian piano riaffacciandoci agli stimoli. Un passo dopo l'altro, sembra essere prossima la ripresa della routine, con tutte le accortezze del caso.

Non solo gli stimoli dati dalla primavera, bensì tutti quelli che la vita, nella sua infinita semplicità, offre e profonde. Tra essi, non meno intensa, l'ispirazione poetica.

Poesia, sì: "E Poe...sia"! Questa rubrica, arrivata a festeggiare il suo 21esimo articolo, oggi si ferma. Tranquilli, amici, una pausa metaforica, una virgola di tempo appena: quanto basta a prendere fiato, fare un bel respiro e riempire nuovamente i polmoni di energia pulita. Tirare le somme, anche; non esiste dialogo senza ascolto, da ambo i lati.

Se lirica dopo lirica stiamo dimostrando, insieme, quanto la Poesia ci riguardi e ci guardi dritto negli occhi, parte di un quotidiano da allenare allo stupore e alla presa di coscienza, c'è da dire che tutto è partito come un esperimento: provarci. Stuzzicare il "can che dorme" e osservarne la reazione: sarà indifferente, infastidito, desideroso, giocoso? 

Come recepiranno i lettori questi famosi stimoli, riacciuffando il discorso di apertura? Resteranno brevi passatempi da godersi davanti alla colazione della domenica, oppure creeranno curiosità, voglia d'esplorare? Soprattutto poi, muoveranno all'azione? Alla riscoperta dell'io emotivo troppo spesso soffocato o, altrettanto dannosamente, esasperato?

Mi chiedevo, rimettendo la risposta al futuro, se un umile quanto entusiasta spazio giornalistico su #torinoggi potesse contribuire alla "rinascita", fautore della riflessione e delle sue naturali (si spera) conseguenze. 

Una sola la prova schiacciante, un solo strumento a disposizione: il tempo. Essenziale infatti il ruolo dell'attesa e dell'attenta osservazione, per comprendere. Carpire. Questa mattina, cari lettori, eccomi a condividerne il risultato con voi. 

La tanto bramata risposta esiste ed è affermativa. Sì, sì, sì! Qualcosa si sta muovendo negli animi della gente, per davvero! A gran passi galoppa il fiume dei sentimenti; gli argini stanno cedendo e le sponde rilasciandoli tutt'intorno. Lo dimostrano le moltissime e-mail arrivate in redazione e al mio indirizzo personale; uomini e donne, di ogni età e tessuto sociale, hanno scritto e continuano a scrivere, per liberarsi dal proprio fardello. Che ci sia di mezzo un amore, una delusione o un viaggio, tanta e palpabile è la voglia di CONDIVIDERE emozioni, con la poesia. Sempre lì, Lei, pronta a vestire i panni di chiunque.  

Sta succedendo: lo posso sentire.

Voglio e posso premiarne almeno uno, in rappresentanza di tutti gli altri, per il coraggio e la forza dimostrati. Perciò, con l'autorizzazione del signor Matteo Piergigli, riporto il corpo della sua e-mail, che ho avuto il privilegio di ricevere giorni fa e fare mia. In essa, con maestria, viene spiegato cosa lo abbia colpito e ispirato nella composizione della lirica "Noi siamo Anna" (di seguito), di cui fornisce pure un intenso commento. 

Approfitto per ringraziarlo nuovamente, non solo per la delicatezza bensì per aver colto l'impegno sotterraneo quanto testardo della rubrica.       

"Mi ritrovo molto nelle tue parole: lo scrivere di notte per non rubare tempo al resto, la poesia per tutti, il parlare in poesia. La raccolta inedita 'Noi siamo Anna' è un contenitore aperto che non ha esaurito il suo scopo, che raccoglie e capta le emozioni di Anna uomo/donna/vecchio/madre/padre/Matteo/genere umano. Anna è una -non persona- ed è contemporaneamente tutti noi. Ho apprezzato la condivisione emozionale di cui parli e dico sinceramente che oggi non vedo altro modo per condividere emozioni e stati d’animo se non in poesia. L’invio dei testi è accettazione della tua chiamata e credo Anna possa aiutare ancora molti altri ad immedesimarsi in quelle parole. Ho sofferto nella vita, i testi ne sono la prova; il dato di fatto non si traduce tuttavia in commiserazione ma nell'accettare la nostra comune umanità. Anna una di noi. Noi siamo Anna".

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NOI SIAMO ANNA 

Anna dorme, la notte

l’avrebbe risparmiata

resta il niente, il niente

fa piangere i bambini

*

Anna ha una macchia rossa

al lato dell’occhio destro

solo Gianni il barista la nota

Gianni dorme senza sognare

*

la mente si fa Anna

si accontenta, vivendo

anche di ricordi, di uno straccio

steso sul balcone 

perché crollare? 

si sente mortale appesa

al nero di caffè 

brucia la gola di parole

magre premute sulla bocca

ferita la guerra è finita

se potessimo ancora

Anna è stanca

di guardare giù

in balia del non ritorno

attende la pioggia

i fondi bucati della giacca

*

Anna distilla ogni sguardo

come aspra guarigione

non conosce i sacramenti

Anna annega, si ripesca

poi si salva

*

Un controllo semestrale. Anna

sta alla grande. Le sono cresciuti

i capelli, quasi. Ha trentacinque anni.

Sente solo il rumore dello sparo

*

il ricordo la insegue

quel fine settimana,

avrebbe potuto rinascere,

Anna al sapore di banana

*

qualcuno dà il nome 

di ciò che è capitato

deserto, vuoto, Anna

è il tuo

*

viveva morendo Anna

guardando la trasparenza

dell’acqua, respirava il ricordo

nulla di più

Anna non sa

che è facile diventare famosa

basta una sera ubriaca 

lasciarsi filmare e tutti

hanno già visto il video

Anna ha imparato

a spalancare ferite

su cimiteri sorrisi

e muri di memoria

Anna è solo un uomo

*

in questo altrove

dove inizia l'ombra

e finisce Anna

sfitta, quanto è lunga

la notte serrata alla gola

murata nel buio dei pensieri

non avrà grazie né memoria

è sempre lì l’uomo fatto Anna

l’alba risorge

il grigio è la periferia

di Anna un giorno

di settembre che non torna

la notte sbriciola l’alba

brucia di nero vuoto 

parole carta e sangue 

di Anna un riflesso

*

 Anna sa cos’è 

il sesso passa nel piccolo 

vuoto il mondo delle donne

due labbra rosse come ferita

cominciò senza un inizio

la città parlava lampi di luce

stesi sul divano gli zigomi

di Anna

*

Anna prega la sete

della notte annegata 

nel cuscino un crollo

senza rumore in felicità 

variabile 

disegni di stelle

fango denso cerco

tra i sassi sul fondo

Anna non porta felicità

a chi la ama

*

 Anna vive

quello che uccide

la latitudine del nero

Anna non si piace

 cerca nei néi

delle vite degli altri

*

non c’era nessuno

sul letto per innamorare

Anna nonostante tutto

nonostante l’ombra

*

la luce accesa

il respiro non muoveva

le lenzuola Anna

era li

*

Anna sprofonda il sole

dentro vive senza risposte

ama quello che perde 

*

 non sono più (io) 

noi siamo Anna

spezzati-uniti

per quando sarà 

freddo davvero 

-Matteo Piergigli-

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Questo verso in particolare (e non sapete la fatica nello sceglierne uno soltanto):

"cominciò senza un inizio"

Se è vero che Anna siamo tutti noi, cosa stiamo aspettando?

Pensateci su.

Alla prossima

Johanna Poetessa

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, impiegata, appassionata di lingue straniere e poetessa. Già, poetessa.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata della poesia dal primo incontro, alle elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è l'arte: mi conquista la sua immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la chiarezza.
Viaggiando, ho compreso quanto il mondo sia dinamico. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo piani e idee. Oggi lavoro per un importante istituto bancario ma continuo a essere curiosa. E gioiosa. Faccio parte della corrente letteraria dei Poeti Emozionali e ho, all'attivo, la pubblicazione di tre libri: una silloge corale, un e-book e l'ultimo arrivato, “Clic” (L’Erudita Editore).

E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso ma testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'analisi del testo, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la curiosità, prima delle domande. Accendiamo il pensiero. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al paracadute provvedo io! 

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