E poe...sia! | 23 maggio 2021, 08:21

Finché c'è vita c'è progetto

Continuare a fare progetti può servire a sfatare la morte, a scacciarla

Iris, Vallenari Giuseppe in arte "El Matador Alegre" (https://www.elmatadoralegre.com/)

Iris, Vallenari Giuseppe in arte "El Matador Alegre" (https://www.elmatadoralegre.com/)

Buona domenica, miei adorati #poetrylovers e benvenuti al nuovo appuntamento con la rubrica “E Poe…sia!”.

Come sempre, a partire dal titolo, proverò a facilitare il vostro “atterraggio” sull’argomento svelando lo stretto necessario e offrendo spunti di riflessione qui e lì. Il segreto di Pulcinella resta lo stesso: incuriosire.

Se ci sarò riuscita, immagino arriverete a leggere l’articolo sino alla fine, godendo così della lirica che l’ospite odierno ha condiviso con tutti noi. Siete pronti?! Ready, set, go!

Progettualità: ci riflettevo proprio ultimamente; coincidenze mai casuali, a mio avviso. Ripetevo a me stessa quanto fosse importante, catartica e decisiva. Sì, decisiva, perché altro non è che la manifestazione concreta delle proprie decisioni, appunto. Progetto come appendice del pensiero, prolungamento della volontà, dimostrazione della coscienza.

Un concetto a me caro che non limito alla sola sfera introspettiva. Mi sono infatti accorta di ribadirlo spesso, sia chiacchierando tra amici (quando l’atmosfera informale regna sovrana) sia durante le interviste legate alla sfera poetica. Una consapevolezza acquisita senza ricerca, semplicemente vivendo; il solo merito è di averle permesso la conquista del mio modus operandi. E quello di tanti altri uomini e donne affollati da desideri che non vogliono e non possono soffocare: assecondare la loro nascita, l’unico modo per “liberarsene”.

La chiave di volta è lapalissiana quanto essenziale: continuare a fare progetti funge da antidoto all’apatia, al caos del troppo, al vuoto dell’indifferenza.

Analizziamo i due verbi che ho appositamente sottolineato, amici, partendo dal tempo. Entrambi coniugati all’infinito, esprimono un senso di costanza; a livello semantico, invece, suggeriscono movimento e impegno. Sì, perché l’idea di progetto si lega inevitabilmente al pensiero fluido, alla continuità del processo evolutivo personale, che ha portato l’uomo dapprima a mettersi in gioco e in un secondo tempo a fare, appunto, creare.

Riconoscendo laddove il desiderio è ormai fertile e pronto a prendere vita e sembianze, camminando sulle proprie gambe, ecco assistere al miracolo. Pensiero + progetto equivale a cambiamento. Se non immediatamente reale, di certo morale.

In una società iperconnessa, in continua trasformazione e spesso incoerente, l’unico vero fondamento su cui costruire il futuro è dunque il progetto, concepito come espressione intima libera e indipendente dall’esterno. Un futuro su cui ognuno di noi investe e veste di personalità e passioni uniche.

Avete presente quel magico momento in cui la mente riesce a dipingere l’esatta immagine a cui stavamo pensando, a creare la perfetta traduzione visiva di come e cosa vorremmo succedesse? Una vacanza, un acquisto, la nascita del primo figlio, l’esperienza che rimandiamo da tutta la vita, il bacio perfetto… istantaneamente, la dimensione “virtuale” di quei pensieri trova spazio per espandersi, benché relegata all’interno delle sinapsi, regalandoci scorci realistici di ciò che potrebbe essere. Forse, chissà, magari.

Ecco: fatene tesoro e raccoglietene ogni frame nell’album dei progetti. Perché quei frangenti di realtà fittizia, un po’ Matrix un po’ The Truman Show, sono il nostro carburante. Non esiste energia più potente e trascinante dell’immaginare il corpo di un’idea, la sua attuazione concreta, munita di gambe e braccia, aria. Vita.

Pensieri che ci vanno stretti e che a un certo punto spingono per uscire (grazie al cielo), risvegliando emozioni primordiali e forzando logiche comprovate e, diciamocelo, “comode”. Inconscio e conscio si uniscono così nella danza, ballando senza tregua finché quel carburante non avrà alimentato a tal punto la volontà da trasformarla in azione.

Già, perché di questo stiamo discorrendo: continuare a fare progetti per sfatare la morte, scacciarla. Assorbire quel benessere interiore dato proprio dal desiderio legittimo che succedano “cose”. Infine, lavorare sodo e vederle realizzarsi.

Finché c’è vita c’è progetto.

A Voi, adesso, come balsamo lenitivo al termine di un’altra intensa settimana, la poesia di Andrea Figari, poeta e attivista torinese, ideatore del progetto Xlestrade (www.xlestrade.org), con il quale mira a creare una rete stabile fra associazioni di volontariato e della piattaforma di video sharing Ontheroad TV (www.ontheroadtv.org), dedicata alle stesse tematiche. 

Il suo blog letterario, invece, lo trovate al seguente indirizzo: https://scheggedipoesia.wordpress.com


PROGETTO DI VITA

(Poesia … o forse solo pensieri sparsi)


Ho spesso enormi difficoltà con il mio.

E non so

quante, quanti

ne abbiano davvero uno proprio,

lineare.
E forse il primo passo

è (ri) cominciare ad avere tutela,

a rispettare il "progetto di vita"

di chi ci è accanto.
Sia che lei/lui scelga di attraversare un deserto,

un mare,

un oceano

o già solo il marciapiede.
E forse

dalla "guerra psicologica" reciproca

in cui ci stiamo,

ci stanno immergendo

si può iniziare ad uscirne così.
Perché poi un progetto è qualcosa di prezioso,

richiede carta bianca interiore,

la penna delle emozioni,

e la fatica per rialzarsi dalle cadute.

(tratto da "POeLITICA Schegge di Poesia”)

 

Questo verso in particolare:

a rispettare il progetto di vita”

Possiamo affermare a testa alta di non averlo tradito, il nostro?

Pensiamoci su.

Alla prossima

Johanna Poetessa

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, impiegata, appassionata di lingue straniere e poetessa. Già, poetessa.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata della poesia dal primo incontro, alle elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è l'arte: mi conquista la sua immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la chiarezza.
Viaggiando, ho compreso quanto il mondo sia dinamico. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo piani e idee. Oggi lavoro per un importante istituto bancario ma continuo a essere curiosa. E gioiosa. Faccio parte della corrente letteraria dei Poeti Emozionali e ho, all'attivo, la pubblicazione di tre libri: una silloge corale, un e-book e l'ultimo arrivato, “Clic” (L’Erudita Editore).

E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso ma testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'analisi del testo, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la curiosità, prima delle domande. Accendiamo il pensiero. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al paracadute provvedo io! 

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