Attualità | 07 gennaio 2026, 17:07

La crisi senza fine dei piccoli negozi, chiude anche la storica cartoleria del Lingotto

Abbassa la serranda un altro punto di riferimento del quartiere. Su Facebook: "Colpa degli acquisti online"

Un'altra serranda chiusa al Lingotto

Un'altra serranda chiusa al Lingotto

Un’altra serranda che si abbassa, un altro pezzo di memoria quotidiana che scompare dal tessuto del quartiere Lingotto. Con l’inizio del nuovo anno ha chiuso definitivamente la cartoleria “Carto Club”, all’angolo tra via Genova e via Finalmarina, storica attività aperta già negli anni Cinquanta e punto di riferimento per generazioni di residenti e studenti.

Per molti clienti abituali non era soltanto un negozio: era un luogo familiare, fatto di relazioni umane prima ancora che di acquisti. A mancare, oggi, non sono solo quaderni e penne, ma anche i due titolari, padre e figlio, sempre descritti come cortesi, educati e preparati, capaci di creare quel rapporto di fiducia che solo il commercio di prossimità sa offrire.

"Nessuno l'ha rilevata"

Negli anni Settanta e Ottanta, complice la vicinanza con la scuola Vittorino da Feltre, nello stesso isolato operavano addirittura due cartolerie. L’altra, in via Spotorno, aveva chiuso già molti anni fa. “Carto Club” è stata l’ultima a resistere, fino a oggi. Da tempo l’attività era in vendita, come segnalato anche da un annuncio, ma nessuno a quanto pare ha deciso di rilevarla.

La notizia della dipartita ha suscitato numerosi commenti sulla pagina Facebook del quartiere, dove i residenti hanno espresso amarezza e preoccupazione. Le serrande chiuse, del resto, portano degrado. E il degrado porta problemi e meno sicurezza. “Tristissimo. Che chiuda una cartoleria storica in prossimità delle scuole è sintomo di una città davvero mal messa”, scrive Paolo. Roberto aggiunge: “Che tristezza… ci andavo ai tempi delle elementari, dal 1972. Un pezzettino di storia che se ne va”.

Gli acquisti online 

Le difficoltà dei piccoli esercizi commerciali sono sotto gli occhi di tutti: affitti elevati, costi di gestione in aumento e una concorrenza sempre più forte da parte dell’e-commerce, con colossi come Amazon che offrono prezzi più bassi e consegne rapide, ma senza restituire nulla in termini di socialità e presidio del territorio. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Problemi che vengono alla luce e che generano dibattito ogni volta che un negozio storico chiude. Magari finendo per essere soppiantato da un mini-market.

Una perdita per una zona già provata da tanti negozi chiusi”, commenta un altro cittadino. “Bisogna riflettere su dove ci porterà comprare tutto online, magari risparmiando qualcosa, ma a quale prezzo? Le città e i quartieri rischiano di svuotarsi, con il degrado che ne consegue”. 

Philippe Versienti

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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