Politica | 20 gennaio 2026, 07:20

Sicurezza, il Piemonte cambia rotta: pronta la nuova legge sulla Polizia locale

Comandi intercomunali, formazione obbligatoria e più presenza nei quartieri: ecco la riforma proposta da Fratelli d'Italia

In Piemonte pronta la nuova legge sulla Polizia locale

In Piemonte pronta la nuova legge sulla Polizia locale

Il Piemonte apre il cantiere della riforma della Polizia locale con un testo che punta a rafforzare il presidio del territorio e a intervenire nelle periferie più fragili, indicando nella riorganizzazione del corpo uno degli strumenti chiave per contrastare degrado e illegalità diffusa.

L'iniziativa è stata presentata dal gruppo di Fratelli d'Italia, vedendo come prima firmataria la consigliera regionale Alessandra Binzoni e il sostegno dell'assessore regionale alle Politiche Sociali Maurizio Marrone, la vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Augusta Montaruli, il capogruppo di FdI al comune di Torino Enzo Liardo e il coordinatore del partito a Ivrea Fabrizio Lotito.

Una legge che punta a cambiare volto alla Polizia locale

La proposta nasce dalla volontà di superare una normativa considerata ormai superata. Come spiegato dalla consigliera Binzoni, l'attuale impianto legislativo ha circa quarant'anni e non sarebbe più in grado di rispondere alle esigenze della realtà contemporanea. La riforma interviene sull'organizzazione complessiva della Polizia locale, che resta collocata sotto la direzione funzionale dei sindaci, in raccordo con le autorità di pubblica sicurezza e le altre forze di polizia statali.

Tra i punti qualificanti figurano la possibilità di istituire comandi intercomunali, la definizione puntuale delle funzioni del corpo e il rafforzamento del ruolo nella prevenzione e nel controllo del territorio, nella sicurezza urbana e stradale, nella tutela del decoro e nella gestione delle emergenze. Centrale anche il modello di "polizia di prossimità", indicato come strumento operativo per garantire una presenza più capillare sul campo, soprattutto nei contesti urbani più fragili.

"La Polizia locale è un corpo di polizia"

Il messaggio politico viene ribadito con forza dall'assessore Marrone, che annuncia una linea compatta del centrodestra in Consiglio regionale. "In Consiglio regionale porteremo una visione unitaria del centrodestra. C'è la necessità di affermare un concetto che può sembrare banale ma che non lo è più: la Polizia locale è un corpo di polizia e questo deve fare", ha dichiarato.

Marrone ha sottolineato come, negli anni, l'attività della Polizia locale si sia progressivamente concentrata sulle contravvenzioni stradali, a discapito del presidio dei quartieri e del contrasto all'illegalità diffusa. Nei contesti più problematici, ha ricordato, sono già stati attivati modelli straordinari come l'impiego dei militari o il cosiddetto "modello Caivano", ma questi strumenti non possono sostituire una presenza strutturata e continuativa sul territorio. "I servizi sociali e di strada sono importanti, ma non possono sostituire la sicurezza che può essere riportata solo dalle forze dell'ordine, tra cui la Polizia locale", ha aggiunto.

La proposta prevede anche un sistema regionale di formazione obbligatoria e continua, attraverso una vera e propria Accademia di Polizia locale, con percorsi teorici e pratici mirati a garantire professionalità, competenze aggiornate ed etica del servizio, includendo moduli sulla gestione dei conflitti, sull'uso proporzionato della forza e sulla conoscenza del contesto sociale. È inoltre prevista l'istituzione di un albo regionale per i comandanti della Polizia locale.

Per Fabrizio Lotito, ex commissario della Polizia locale, la riforma risponde a un'esigenza chiara che arriva dai cittadini. "Oggi la Polizia viene messa come uno sceriffo, ma il cittadino ha il diritto di essere tutelato ed esige risposte concrete. È inutile fare una contravvenzione a un'auto in divieto di sosta e poi far finta di nulla davanti alla microcriminalità", ha affermato.

Torino e i servizi mirati persi nel tempo

Il focus si sposta poi su Torino, dove, secondo Liardo, esistono oggi solo nuclei di supporto con funzioni residuali. "Nel 2005 avevamo il comparto dei servizi mirati e funzionava molto bene. Poi si è perso nel tempo. Oggi serve riprendere quei servizi", ha spiegato, sottolineando la necessità di un presidio dedicato alla sicurezza urbana del capoluogo, capace di affiancare le attività ordinarie.

Osservatorio regionale e risorse per i Comuni

La proposta di legge introduce anche un Osservatorio regionale per la sicurezza, con funzioni di analisi, previsione e coordinamento, e prevede forme di consultazione pubblica e strumenti di trasparenza sull'operato dei comandi. Accanto a questo, vengono definite le risorse finanziarie per l'attuazione della riforma e i tempi di adeguamento per i Comuni, che saranno accompagnati dalla Regione con strumenti tecnici e operativi per garantire uniformità ed efficacia sul territorio.

Dal Piemonte a Roma: la riforma arriva in Parlamento

A collegare il livello regionale a quello nazionale è l'intervento della deputata Augusta Montaruli, che ha ricordato come la proposta piemontese si inserisca in un percorso più ampio. "Questa proposta testimonia il nostro intento di riformare il corpo della Polizia locale. Stiamo dando seguito alla legge di governo e in questa settimana inizia la discussione degli emendamenti in Commissione parlamentare", ha spiegato.

Montaruli ha poi rivendicato l'obiettivo di modernizzare il corpo e restituire dignità agli agenti, sottolineando come le amministrazioni comunali abbiano responsabilità dirette nella gestione della sicurezza e delle mansioni affidate alla Polizia locale. "Vogliamo dare maggiori poteri al territorio per fornire risposte certe ai cittadini", ha concluso.

Marco D’Agostino

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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