Resta aperto il dibattito sul futuro dell’impianto sportivo Gaidano, in Circoscrizione 2, mentre proseguono - tra ritardi e difficoltà - i lavori di ristrutturazione della piscina finanziati con fondi Pnrr. Un cantiere atteso da tempo che, però, ha superato ampiamente le tempistiche inizialmente previste, lasciando utenti, famiglie e associazioni sportive senza un punto di riferimento fondamentale per il quartiere.
"Volontà di esternalizzare"
A fare il punto in Sala Rossa è stato l’assessore allo Sport, Domenico Carretta, che ha confermato come gli interventi siano tuttora in corso. "Da parte della Circoscrizione 2 - ha spiegato -, c’è la volontà di valutare una possibile esternalizzazione della gestione, perché i costi di manutenzione sono molto elevati. Stiamo cercando di capire quale sia il percorso migliore per restituire l’impianto alla città".
Tra le principali criticità c’è il tema dei costi energetici: il solo riscaldamento arriva a sfiorare i 100mila euro l’anno. Proprio per questo, nell’ambito dei lavori sono stati realizzati interventi di efficientamento energetico, come l’installazione di valvole termostatiche, per contenere le spese future.
Una riflessione condivisa anche dal consigliere di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao, che ha sottolineato la necessità di una soluzione sostenibile: "Meglio un percorso che garantisca l’utilizzo dell’impianto piuttosto che lasciarlo chiuso o in stato di degrado. Oggi i campi da tennis e da calcetto non sono più utilizzabili e persino la palestra per la boxe presenta criticità, con temperature così elevate da costringere ad allenarsi con le finestre aperte".
Il vincolo dello sport di base
Più cauto il presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi, che pur non escludendo l’ipotesi di una gestione privata, pone condizioni precise. "Se il processo di esternalizzazione garantisce un percorso sportivo per tutte le associazioni, non vedo perché no. Ma deve essere tutelato il vincolo dello sport di base: disabili, scuole e sport popolare devono restare centrali".
La "grana" della Sebastopoli
Intanto, mentre la piscina Gaidano resta chiusa per lavori di ristrutturazione finanziati con fondi del Pnrr, la città continua a fare i conti con altre strutture non operative, come la piscina Sebastopoli a Santa Rita, aggravando la carenza di spazi per il nuoto. "Ci auguriamo che le società appaltanti concludano i lavori il prima possibile - conclude Rolandi – perché alla Gaidano perdiamo circa 30mila accessi all’anno".










