Politica | 27 gennaio 2026, 12:38

A Torino aumenta l'antisemitismo, Segre: "Clima avvelenato in scuole ed università, ebrei nascondono identità"

Il sindaco Stefano Lo Russo: "Ricordare per noi significa affermare un principio semplice: nessuna sofferenza subita autorizza a infliggerne un'altra"

Lo Russo: "Ricordare significa nessuna sofferenza subita autorizza a infliggerne un'altra"

Lo Russo: "Ricordare significa nessuna sofferenza subita autorizza a infliggerne un'altra"

“Quello che è accaduto agli ebrei non deve accadere mai più, né agli ebrei né a nessun altro”. E’ questo il messaggio che ha voluto lanciare in Sala Rossa Anna Segre, vicepresidente della comunità ebraica torinese, durante la cerimonia della Giornata della Memoria.

Tra le iniziative, questo pomeriggio alle 14.30 è prevista la posa della targa in memoria dell’avvocato e partigiano Bruno Segre, in piazzetta Antonicelli. Alle 19.45 ci sarà la consueta fiaccolata, con partenza dal binario 17 a Porta Nuova.

“Clima avvelenato nelle scuole”

E nonostante i moltissimi appuntamenti previsti per il 27 gennaio, a Torino “gli atti di antisemitismo sono in aumento”. “Nel capoluogo piemontese – ha proseguito Segre - c’è un clima avvelenato anche nelle scuole ed università, al punto che alcuni studenti ed insegnanti ebrei preferiscono tenere nascosta la propria identità".

Si sono poi registrati attacchi alla comunità ebraica, ad esempio durante il corteo del 24 aprile per la Liberazione: nel momento in cui è passato il gonfalone con sopra la stella di David e la Mole Antonelliana, sono stati lanciati ingiurie ai manifestanti.

“E’ doppiamente doloroso – ha sottolineato Segre – essere insultati in quel contesto. Chi insulta gli ebrei spesso ritiene di agire in buona fede, in base al “principio del mai più per nessuno”. In una comunità democratica non ci possono però essere alternative al dialogo e alla memoria civile”.

Ad intervenire anche il vicepresidente del Consiglio Regionale Domenico Ravetti: “Auschitwz, il fascismo, il nazismo e la Shoah sono tutte avvenute nel cuore dell’Europa. Frutto del pensiero di persone anche di cultura, con un seme di follia che trova terreno quando il rapporto tra potere e forza non è regolato dalle regole della democrazia".

Non ce la caviamo - ha proseguito - depositando una corona d’alloro: la memoria è fondamentale per ricostruire ciò che è stato. E’ fondamentale riflettere ed agire, sapendo che questo è il punto anche oggi. Quelle radici non devono trovare terreno fertile in noi”.

"Memoria è responsabilità"

A chiudere la cerimonia il sindaco Stefano Lo Russo:La memoria non è un rituale, ma una responsabilità che ci obbliga ad interrogarci su ciò che è stato, ma anche su cosa facciamo come comunità”.

“Ogni volta – ha aggiunto -  che ascoltiamo una testimonianza della Shoah, ciò che colpisce di più non è solo l'orrore finale, ma anche il percorso che lo ha reso possibile. Si comincia – ha proseguito il primo cittadino - con parole che escludono, con diritti che vengono ridotti, con vite che smettono di essere considerate pienamente umane. La memoria ci ha insegnato questo: il male non nasce già riconoscibile. Diventa normale poco alla volta, mentre qualcuno guarda altrove. E spesso si afferma quando la complessità viene compressa in slogan”.

"Nessuna sofferenza autorizza ad infliggerne un'altra"

“Ricordare – ha chiarito Lo Russo - per noi significa affermare un principio semplice: nessuna sofferenza subita autorizza a infliggerne un'altra. Nessuna ferita del passato diventa un credito morale sul futuro. Ma la memoria ci impone di essere chiari: giustizia e vendetta non sono la stessa cosa. La vendetta genera altra violenza. La giustizia, se è tale, apre uno spazio di pace e richiede responsabilità, misura, riconoscimento dell'altro come essere umano, anche quando è più difficile farlo”.

“Ricordare non significa voltarsi indietro, significa avere il coraggio di guardare avanti, scegliendo ogni giorno da che parte stare. Che questo 27 gennaio sia un invito per tutte e tutti a custodire la memoria come strumento critico e non come rifugio, a non consegnarla a chi la usa per dividere, per alimentare nuove paure e a scegliere sempre l'umanità” ha concluso.

Cinzia Gatti

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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