Nichelino-Stupinigi-Vinovo | 12 febbraio 2026, 10:48

Cadavere ritrovato a Stupinigi, il figlio confessa di aver ucciso la madre

Dopo ore di interrogatorio, il 58enne ha ammesso l'omicidio: non voleva perdere i soldi della pensione

Foto d'archivio

Foto d'archivio

Dopo ore di misteri, durante la notte sono diventati più chiari i contorni della vicenda relativa al cadavere ritrovato nei pressi della Palazzina di Stupinigi. E' stato sottoposto a fermo il figlio della signora Enrica Bardotti, l'anziana di Piobesi il cui corpo è stato ritrovato da Carabinieri e Vigili del fuoco in un'area boschiva tra Nichelino e Vinovo: il 58enne è accusato di aver ucciso la madre.

Omicidio avvenuto già il mese scorso

L'omicidio si sarebbe verificato a Piobesi a metà dello scorso mese di gennaio, ed a seguito dello stesso il soggetto indagato avrebbe proceduto a seppellire il cadavere in un bosco nei pressi della abitazione in cui risiedeva con la madre. In particolare i Carabinieri della Stazione di Carignano, sollecitati dal Comandante della Stazione Carabinieri di Vinovo, a sua volta allertato da una persona del posto che segnalava che da lungo tempo non riusciva a contattare la povera Signora Bardotti, si recavano presso l'abitazione in cui la donna viveva con il figlio e sentiti i vicini riuscivano a rintracciare lo stesso, al momento non presente in casa.

I confusi racconti, prima della verità

L'uomo dopo avere tentato confusamente di spiegare l'assenza della madre, accompagnava i militare nel luogo, un bosco nei pressi della loro abitazione, dove affermava di averla seppellita in quanto rinvenuta già morta in casa. Rinvenuto il cadavere della donna l'indagato è stato sottoposto, pertanto, a fermo della Polizia Giudiziaria per i delitti di cui agli artt. 575 c.p. e 411 c.p.. Nel corso delle sue dichiarazioni spontanee ai Carabinieri, alla fine, ammetteva di avere ucciso lui stesso la propria madre e di averla, successivamente, seppellita nel luogo dove è stata poi rinvenuta.

Non voleva perdere i soldi della pensione

 Alla base ci sarebbero state ragioni legate suo timore di perdere l'unico mezzo di sostentamento che aveva e cioè la pensione della donna Interrogato dopo il fermo della Polizia Giudiziaria dal Pubblico Ministero di questo Ufficio confermava le ammissioni di responsabilità precedentemente rese. Nelle prossime ore l'Ufficio procederà a richiedere la convalida del provvedimento di fermo. Sono attualmente in corso ulteriori indagini per fare piena luce su ogni aspetto della vicenda.

m.d.m.

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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