Economia e lavoro | 12 febbraio 2026, 07:00

Guida alla selezione dei sistemi di aspirazione per la sicurezza in laboratorio

La scelta dei sistemi di aspirazione e protezione rappresenta uno dei passaggi più critici nella configurazione di un ambiente scientifico moderno

Guida alla selezione dei sistemi di aspirazione per la sicurezza in laboratorio

La scelta dei sistemi di aspirazione e protezione rappresenta uno dei passaggi più critici nella configurazione di un ambiente scientifico moderno. All’interno di un laboratorio, la gestione della qualità dell’aria e la protezione dell’operatore, del campione o dell’ambiente circostante dipendono direttamente dall’efficacia dei sistemi di contenimento installati. Non si tratta soltanto di assolvere a un obbligo normativo, ma di implementare una strategia di prevenzione che consenta lo svolgimento delle attività in totale sicurezza. Ogni processo chimico o microbiologico richiede infatti una tecnologia specifica, capace di mitigare i rischi derivanti da vapori tossici o polveri potenzialmente pericolosi.

Tipologie e applicazioni dei sistemi di protezione

La distinzione tra i vari dispositivi di protezione collettiva è fondamentale per orientare l'investimento verso la soluzione più idonea alle reali necessità operative. Quando l'obiettivo primario è la tutela dell'integrità del prodotto o del campione da contaminazioni esterne, le cappe a flusso laminare come quelle proposte da Ahsi costituiscono la scelta d'elezione. Questi dispositivi lavorano spingendo l’aria attraverso filtri ad altissima efficienza per creare un ambiente di lavoro sterile e privo di particelle. È essenziale comprendere che l’impiego di cappe a flusso laminare è indicato esclusivamente per manipolazioni non pericolose per l'operatore, poiché l'aria viene espulsa verso l'esterno della cappa, investendo chi sta lavorando.

Qualora, invece, la priorità sia la difesa del personale da sostanze chimiche volatili o agenti patogeni, è indispensabile virare su cappe chimiche o cabine di biosicurezza. Le cappe chimiche sono progettate per convogliare i vapori lontano dalla zona di respiro dell'operatore, espellendoli dopo un adeguato trattamento o filtrazione. La corretta integrazione di tali strumenti richiede una valutazione approfondita dei volumi d'aria movimentati, al fine di non alterare gli equilibri termofluidodinamici del locale in cui sono collocate.

Parametri tecnici e normativi per una scelta consapevole

L'efficacia di una cappa non si misura esclusivamente dalla sua capacità di aspirazione, ma anche dalla costanza delle prestazioni nel tempo. Durante la fase di selezione, occorre prestare particolare attenzione ai materiali costruttivi, che devono garantire resistenza alla corrosione e facilità di decontaminazione. Le superfici interne in acciaio inossidabile o polimeri ad alta resistenza meccanica assicurano una vita utile prolungata anche in presenza di protocolli di pulizia estremamente aggressivi. Inoltre, la presenza di sistemi di monitoraggio elettronico della velocità dell'aria è un requisito ormai imprescindibile, poiché permette di rilevare tempestivamente eventuali anomalie che potrebbero esporre il personale a rischi invisibili.

Un altro elemento discriminante riguarda il consumo energetico e l'impatto acustico delle unità motorizzate. Le moderne tecnologie a basso consumo consentono di ridurre significativamente i costi gestionali senza sacrificare la potenza di aspirazione. Allo stesso modo, il mantenimento di livelli sonori entro i limiti stabiliti dalle norme sull'igiene del lavoro favorisce una maggiore concentrazione e riduce lo stress psicofisico dei tecnici impegnati in lunghe sessioni di manipolazione.

Integrazione strutturale e manutenzione programmata

L'inserimento di una nuova cappa deve sempre tenere conto del layout complessivo del laboratorio. La vicinanza a porte, finestre o bocchette di ventilazione può generare correnti d'aria trasversali capaci di compromettere la stabilità del flusso laminare o del contenimento chimico. Una corretta installazione deve quindi prevedere test di validazione in loco per confermare che le prestazioni dichiarate dal produttore siano mantenute nel contesto reale d'uso. Infine, la definizione di un piano di manutenzione preventiva e la sostituzione periodica dei filtri rappresentano l'unica garanzia per il mantenimento degli standard di sicurezza nel lungo periodo, assicurando la piena conformità alle normative vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.


 


 

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