Ipotesi di rilancio per il Parco Europa, uno dei punti panoramici più suggestivi di Torino che da tempo vive una fase di stallo, tra criticità strutturali e aspettative di rilancio. A marzo 2026 Palazzo Civico aveva infatti pubblicato un avviso per raccogliere manifestazioni di interesse per l'affidamento degli immobili di proprietà comunale presenti all'interno dell'area verde. E qualcosa si è mosso.
Italia '61
Un'associazione culturale si è data disponibile ad utilizzare l'ex Casa del Custode, facendola diventare sede operativa ed archivio della memoria di Italia '61, oltre a trasformarla anche in spazio di accoglienza. Un punto informativo aperto periodicamente al pubblico, pensato come luogo dove di incontri, ma anche dove far conoscere la storia dell'Esposizione Internazionale del Lavoro, che trovò casa nella zona di Nizza Millefonti per celebrare il centenario dell'Unità d'Italia.
Ad annunciare la novità l'assessore al Verde Francesco Tresso, rispondendo ad un'interpellanza una decina di giorni fa del vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao. L'associazione si è resa disponibile, ha aggiunto l'esponente della giunta, ad "organizzare una programmazione culturale, con conferenze, incontri, presentazione di libri, visite guidate ed eventi legati alla memoria di Italia '61, costruendo una rete di collaborazione con scuole, università ed associazioni del territorio".
Fontane diventano aiuole
Sul fronte di una riqualificazione più ampia del parco Europa, Tresso ha chiarito come l'area non avesse i parametri necessari per essere inserito nel programma di interventi finanziati con i fondi europei, come PINQUA e Pnrr. Ma nell'ottica della rigenerazione, si è deciso di percorrere due strade. La prima che prevede la riconversione delle fontane in aiuole, mentre la seconda prevede l'insediamento di "nuove attività e funzioni attraverso strumenti di evidenza pubblica".
Soddisfatto della risposta Firrao, che ha replicato: "Da troppi anni quest'area versa in stato di abbandono, tra erba alta, erbacce infestanti e vegetazione non curata, offrendo un'immagine di incuria che non rende giustizia a questo luogo". "Ora serve un iter rapido per arrivare all'aggiudicazione e riaprire questi spazi ai cittadini. Ma questo deve essere solo l'inizio: attendiamo la Big Bench e tutte le altre opere di valorizzazione annunciate negli anni e mai realizzate" ha concluso il vicecapogruppo.
Gli interventi realizzati
Il caso è approdato anche in Circoscrizione 8 grazie a una interpellanza presentata dai consiglieri di Casa Riformista Roberto Passadori e Alessandro Lupi, autori di un documento che chiedeva conto dello stato dei progetti annunciati negli ultimi anni. La strategia del Comune sarà quella di procedere per tappe. Nel frattempo proseguono soltanto gli interventi più urgenti: nel 2025 sono stati spesi quasi 20mila euro per abbattimenti di alberi morti, rimozione di piante pericolanti, nuove piantumazioni e irrigazioni.
Con il nuovo appalto sono stati inoltre programmati ulteriori lavori per circa 20mila euro destinati alla rimozione delle alberature a rischio lungo la viabilità e nelle aree di confine del parco. Per una manutenzione più ampia, però, servirebbero circa 65 mila euro, risorse che oggi non risultano disponibili.
Il rilancio passa dal bar
Accanto agli interventi sul verde, Palazzo Civico punta anche a riportare vita negli immobili presenti all'interno del parco. Lo scorso marzo è stato pubblicato un avviso esplorativo per raccogliere manifestazioni di interesse finalizzate all’affidamento del bar-ristorante, con l'obiettivo di insediare nuove attività capaci di valorizzare l’area. Proprio sul destino del bar è intervenuta in commissione anche la consigliera del Movimento 5 Stelle Raffaella Pasquali, chiedendo lumi sulla manifestazione di interesse che si è chiusa lo scorso 26 maggio. Ma a sentire il presidente della Circoscrizione 8 Massimiliano Miano le novità sembrano scarseggiare. “Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto un riscontro positivo”.
Servizi, ex ovovia e bagni pubblici
Per la stazione di arrivo dell'ex ovovia non esistono attualmente risorse per il recupero, mentre la piccola bocciofila continua a essere utilizzata come deposito dei volontari del progetto Torino Spazio Pubblico.















