Attualità | 17 ottobre 2026, 07:00

Torino in festa per i 100 anni del "Fila": la casa del mito granata riapre le porte alla città

Dalle gradinate in stile liberty ai cancelli storici di via Filadelfia: la città celebra il centenario dell'impianto che ha fatto la storia del calcio

Lo stadio Filadelfia

Lo stadio Filadelfia

Non è un giorno qualunque per il cuore di Torino e per tutto il popolo granata. Oggi, sabato 17 ottobre 2026, lo storico stadio Filadelfia taglia ufficialmente il traguardo dei cento anni di vita (1926-2026), trasformando l'intero quartiere in un teatro a cielo aperto di memoria, passione e identità sportiva. Il conto alla rovescia è terminato, e il Borgo che porta il nome dell'impianto si è mobilitato per celebrare degnamente il secolo di storia della "casa" degli Invincibili.

Porte aperte al "Cortile della Memoria"

Per l'occasione speciale, il Torino Fc ha disposto l'apertura straordinaria del Cortile della Memoria con orario continuato dalle 9 alle 20. Tutti i tifosi, le famiglie, i residenti e gli appassionati di sport possono accedere alla struttura direttamente dai cancelli storici di via Filadelfia. Un'occasione irripetibile per undici ore consecutive di condivisione, per calpestare un suolo sacro e per far vivere il ricordo di un'epoca irripetibile.

Contemporaneamente, le celebrazioni trovano spazio anche al Museo del Grande Torino di Villa Claretta, dove è stata inaugurata una mostra speciale dedicata al secolo di vita del tempio granata.

Il Borgo si tinge di granata: l'appello ai residenti

Ma la festa non si limita ai confini dell'impianto: le strade del quartiere sono da giorni protagoniste di una mobilitazione spontanea nata dal basso. Nei giorni scorsi, l'appello "Facciamo festa in tutto il borgo!" ha invitato i residenti ad addobbare balconi, finestre, portoni e insegne con i colori della squadra.

Bandiere, sciarpe e striscioni storici per trasformare le vie in una festa diffusa, dimostrando come il legame tra il Torino e il suo territorio vada ben oltre il rettangolo di gioco.

Un secolo di leggenda e futuro

Inaugurato il 17 ottobre 1926 grazie alla lungimiranza del presidente conte Marone Cinzano e progettato con il supporto del Politecnico, il Filadelfia è stato il fortino dei cinque scudetti consecutivi del Grande Torino e il simbolo di un calcio d'altri tempi, fatto di partecipazione popolare e magia.

Nel giorno del taglio del nastro, l’amichevole tra il Torino e la Fortitudo Roma: 4-0 il risultato finale per i granata, con tripletta di Libonatti e sigillo di Rossetti II. Prima della gara monsignor Gamba, arcivescovo di Torino, aveva benedetto il campo.

Dopo gli anni bui dell'abbandono, le demolizioni di fine Novecento e la straordinaria mobilitazione popolare che ne ha voluto la rinascita, oggi il Fila celebra cento anni di orgoglio. Non solo un monumento del passato, ma un punto di riferimento vivo e pulsante, capace di unire le generazioni e di ricordare a tutti che, per Torino, il Filadelfia è molto più di uno stadio: è l'essenza stessa della memoria e dell'appartenenza.

Philippe Versienti

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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