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Economia e lavoro | martedì 13 febbraio 2018, 07:20

L'artigianato piemontese soffre: ancora un calo nel corso del 2017

Le chiusure hanno superato le nuove aperture di oltre 1300 unità. Una flessione dell'1,09% che è molto più pesante del -0,22% delle imprese nel loro complesso

L'artigianato piemontese soffre: ancora un calo nel corso del 2017

Il Piemonte economico deve avere un gran mal di schiena. Infatti, quella che è la sua spina dorsale - ovver l'artigianato - resiste al peso delle difficoltà di questi anni, ma è costretta a piegarsi, a soffrire, a sopportare gli inevitabili scricchiolii.

Lo dicono i numeri appena elaborati dagli uffici studi di Unioncamere Piemonte, che mostrano come il comparto sia ancora una presenza fondamentale per il nostro tessuto produttivo, ma con cifre in calo.
In tutto, sono oltre 119mila le aziende artigiane presenti in regione, circa il 28% delle imprese totali, una "fetta" ben superiore alla media nazionale, che si ferma al 22%.

Ma rispetto al 2016, nel 2017 le chiusure hanno superato le aperture. Un bel campanello d'allarme, visto che se il tasso imprenditoriale complessivo ha dato un segno meno, ma non drammatico (-0,22%), quello artigiano supera il punto percentuale di flessione (-1,09%). Numeri alla mano, le imprese artigiane nate complessivamente sul territorio piemontese nel corso del 2017 sono state 8.013. Al netto delle 9.349 cessazioni, il saldo appare negativo di ben 1.336 unità. Una dinamica che porta a 119.809 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine dicembre 2017.

“Il tessuto artigiano piemontese continua a soffrire, mostrando fragilità in tutti i territori provinciali e nei tradizionali settori produttivi. Le imprese artigiane sono tipicamente di piccole dimensioni e poco strutturate, e hanno quindi più bisogno di servizi di accompagnamento all’imprenditorialità. Sburocratizzazione e innovazione sono gli strumenti, primi fra tutti, su cui stiamo puntando grazie ai Punti Impresa Digitale presenti presso le Camere di commercio per dare fiducia alle imprese artigiane e permettere loro di crescere e competere”, dichiara Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte.

A livello settoriale, il primo comparto per numerosità di imprese artigiane si conferma, anche nel 2017, quello edile, con il 41,8% delle realtà imprenditoriali artigiane piemontesi. Questo settore, così rilevante per il comparto artigiano, registra nuovamente un dato pesantemente negativo (-1,78%), sebbene migliore rispetto a quello evidenziato nel 2016 (-2,19%). L’industria in senso stretto, con il 22,1% delle imprese artigiane della regione, mostra un tasso di variazione annuo dello stock pari a -1,54% (in linea con l’anno precedente), seguita dal turismo (-1,34%). Le altre realtà artigiane realizzano, invece, risultati positivi, seppur debolmente: gli altri servizi registrano un tasso di crescita pari al +0,08%, migliori i dati del commercio (+0,25%) e dell’agricoltura che, a differenza di quanto avvenuto nel 2016, segna una crescita del +1,84%.

A livello territoriale, la distribuzione delle imprese artigiane è analoga a quella del tessuto imprenditoriale nel suo complesso. Un’impresa artigiana su due ha sede, infatti, nel capoluogo regionale. A Cuneo si concentra il 14,9% delle realtà; seguono Alessandria (con il 9,4%) e Novara (con una quota parti al 7,9%). Le altre province evidenziano quote inferiori o pari al 5%. Nel 2017, le criticità maggiori si sono riscontrate a Alessandria (-2,14%) e Biella (-1,96%). Flessioni più intense della media regionale caratterizzano anche Vercelli (-1,45%). Registrano un dato migliore di quello piemontese, ma pur sempre negativo, le altre realtà provinciali: Torino -1,04%, Verbania -0,99%, Cuneo -0,88%, Asti -0,66% e Novara -0,25%.

Massimiliano Sciullo

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