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Attualità | 06 maggio 2018, 17:30

Ex Ogm, Montanari: “Vorrei vedere il cantiere nel 2019”

Il vicesindaco, intervenuto a un evento al Cecchi Point, è positivo dopo l’incontro con i vertici di Esselunga: “La prospettiva c’è”. Ma adesso serve la variante urbanistica

Ex Ogm, Montanari: “Vorrei vedere il cantiere nel 2019”

È stato un piccolo viaggio nella storia quello organizzato dalla Circoscrizione 7 al Cecchi Point, il 3 maggio, per discutere delle ex Ogm. L’incontro ha chiuso il calendario di eventi per le celebrazioni della Festa della Liberazione e ha visto l’intervento del vicesindaco di Torino, Guido Montanari, che ha assicurato l’imminente arrivo della variante urbanistica – quindi con l’inizio dell’iter necessario – per far poi partire i lavori di riqualificazione dell’area di 72.000 mq. Il vicesindaco si è spinto più in là, ipotizzando l’inizio di un cantiere, se non ci saranno intoppi, nel 2019.

C’è stato un nuovo incontro, infatti, tra Montanari e i vertici di Esselunga, per arrivare alle fasi finali del progetto. “Non ho ancora il progetto in mano – ha spiegato – ma sta andando avanti. Esselunga lavora in contemporanea qui e su corso Bramante. Ci sono stati dei rallentamenti anche a causa della scomparsa di Bernardo Caprotti (ex proprietario di Esselunga, scomparso però a settembre del 2016), ma la prospettiva c’è”. Il progetto, in buona sostanza, è quello già presentato mesi fa, che non dovrebbe avere particolari cambiamenti, pur conservando, come ha sottolineato Montanari, attenzione alla memoria, cioè a quello che le Ogm erano. Resteranno in piedi le parti coperte dalla Sovrintendenza, ma saranno studiate delle iniziative per raccontarne la storia.

L’evento, del resto, si è aperto con la proiezione del doc “Officine Grandi Motori, gli anni della Liberazione” di Antonio Daniele e Giuliana Pititu, prodotto da Carlo Boccazzi Varotto per il Progetto Atelier. L’opera raccoglie 45’ di testimonianze di ex operai delle officine, che durante la Seconda guerra mondiale scioperarono nonostante le minacce dei fascisti, aprendo una breccia importante tra il popolo e il Regime. Più avanti si sarebbe trasformata in una “saldatura” tra il movimento operaio e i partigiani. Per i più giovani emerge così un’immagine vivace delle ex Ogm e del ruolo rivestito per il quartiere, non solo Aurora, ma soprattutto Barriera di Milano. O meglio quando tutto, dalla Dora in su, era ancora Barriera di Milano.

Poi si è arrivati al Dopoguerra, alla crescita economica dell’industria e del quartiere, di cui si è discusso con Maria Grazia Sestero, presidente dell’Anpi Torino ed ex assessora alla viabilità del Comune, e con Francesco Salinas, presidente del Circolo Arci “Antonio Banfo”, intitolato ad un ex operaio delle Ogm, militante comunista, che fu assassinato dai fascisti in corso Vigevano. A coordinare gli interventi è stata Valentina Cremonini, presidente della IV commissione della Circoscrizione 7, con la chiusura affidata al presidente, Luca Deri. “Speriamo di vedere la prima pietra a inizio 2019 – ha concluso – e che l’intervento possa avere la stessa forza che sta avendo la Lavazza”.

Paolo Morelli

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