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Cultura e spettacoli | 27 maggio 2019, 13:12

India, l’altra faccia del miracolo: inaugura la mostra “Behind the Indian Boom”

Sino al 16 giugno, nella Sala Mostre della Regione Piemonte, in piazza Castello a Torino

India, l’altra faccia del miracolo: inaugura la mostra “Behind the Indian Boom”

Diseguaglianza e povertà nell’India del boom economico sono al centro della mostra fotografica “Behind the Indian Boom: l’altra faccia del miracolo”, che da giovedì 30 maggio a domenica 16 giugno (tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18) si potrà visitare nella Sala Mostre della Regione Piemonte, in piazza Castello 165 a Torino. L’Università degli Studi di Torino ha recepito questa proposta di mostra fotografica della Lse, London School of Economics, e della Soas, School of Oriental and African Studies di Londra, all’interno di un importante progetto di ricerca sulla diseguaglianza e la povertà nell’India dell’imponente sviluppo economico, promosso dall’antropologa Alpa Shah e dal geografo sociale Jens Lerche all’interno dei rispettivi istituti. 
La mostra, che viene inaugurata mercoledì 29 maggio, alle ore 18, si focalizza sulle contraddizioni che si stanno palesando, ovvero per quale motivo la straordinaria crescita economica dell’India non è riuscita a migliorare le condizioni delle persone che stanno alla base della sua gerarchia sociale ed economica, e con il loro lavoro dovrebbero considerarsi partecipi di questa crescita e che cosa significa parlare di boom economico in un paese dove 800 milioni di persone sopravvivono con meno di due dollari al giorno e in cui le comunità più svantaggiate sono condannate alla totale assenza di tutele, nella più disperante invisibilità. 
Gli scatti di “Behind the Indian Boom” sono il risultato di esplorazioni nelle più remote regioni dell’India, per documentare il ruolo delle sue comunità più svantaggiate: quelle dei Dalits, ovvero gli intoccabili, che di questo esercito di manodopera a basso costo sono il gruppo più numeroso e discriminato; e quelle degli Adivasi, le popolazioni originarie del subcontinente, colpevoli di abitare su territori nel cui sottosuolo giacciono materie prime considerate fondamentali per lo “sviluppo”, quali carbone, ferro e alluminio. 
Intorno a questa proposta di mostra, l’Isa, Istituto di Studi sull’Asia (dell’Università di Torino, insieme al centro interdipartimentale di ricerca dell’Ateneo, e ai Dipartimenti di Giurisprudenza, Studi Umanistici e Culture Politica e Società, ha sviluppato il più ampio progetto India Invisibile, che dalla metà di marzo ad oggi ha scandito la vita dell’ateneo torinese con una serie di film, seminari e occasioni di approfondimento e discussione, per meglio “vedere, ascoltare, capire”, ovvero per contribuire a riorientare lo sguardo “dentro” aspetti che stanno diventando la cifra dei modelli di sviluppo nell’età del neoliberismo sfrenato: erosione dei diritti legati al lavoro, indebitamento, discriminazione, intolleranza verso ogni dissenso. Hanno collaborato al progetto India Invisibile ed a questa riedizione della mostra l’Itcilo, il Centro Studi Sereno Regis e l’associazione onlus Jarom. Alcuni capitoli di questa mostra sono già stati presentati come “evento diffuso” al Campus Luigi Einaudi, alla Biblioteca Bobbio e contemporaneamente al Campus Itcilo, in apertura della manifestazione Biennale Democrazia 2019.

Comunicato stampa

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