Politica | 10 agosto 2025, 11:21

CGIL Torino: "Migranti in coda, una sentenza dalla parte dell’umanità. Ora proposte concrete"

Il sindacato: "Continueremo a fare la nostra parte"

CGIL Torino: "Migranti in coda, una sentenza dalla parte dell’umanità. Ora proposte concrete"


"La sentenza del Tribunale di Torino, emessa a seguito della class action promossa da ASGI  che condanna la Questura di Torino a riorganizzare, entro quattro mesi, i propri uffici immigrazione, mette nero su bianco ciò che la CGIL Torino, insieme ad altre associazioni, denuncia da sempre. Le gravi conseguenze che questa situazione determina nei confronti di persone fragili, che rischiano l'illegalità per fatti burocratico amministrativi, sono più che evidenti: già nell'inverno scorso, quando abbiamo denunciato le pesanti condizioni dei migranti in attesa presso il vecchio ufficio di corso Verona, era evidente che il sistema non funzionasse, così com'è evidente la responsabilità primaria della Questura e delle istituzioni competenti nell'affrontare quella che era una vera e propria emergenza umanitaria. Nei mesi non abbiamo mai smesso di monitorare la situazione, e solo qualche settimana fa avevamo affrontato la questione del rilascio di un titolo di soggiorno consegnato già scaduto, un fatto non inusuale ed esemplificativo delle modalità con cui operano ogni giorno gli operatori di polizia, in numeri inadeguati a gestire i flussi e con gravi problemi organizzativi (come lo strumento di prenotazione online, “Prenota facile”, non ancora efficace e realmente operativo). 

Per la CGIL Torino questa sentenza è importante perché fa emergere una condizione che da tempo denunciamo e sulla quale stiamo cercando soluzioni efficaci. Ancora oggi, infatti, a Torino le code sono ancora lunghissime e i tempi di risposta inadeguati. Non servono vuote dichiarazioni di intenti ma azioni capaci di cambiare la situazione: mentre apprendiamo che l'ipotesi Santo Volto rischia di non arrivare in tempi utili, ciò che ci aspettiamo dal tavolo istituito in Prefettura è una proposta precisa e concreta. I fatti fanno riemergere l’urgenza di affrontare questa situazione in tempi celeri e modalità realmente efficaci: questo è il momento per dare forma a quella riorganizzazione che il giudice impone per garantire i diritti universali a coloro che ogni giorno lavorano a fianco a fianco con cittadini e cittadine e che meritano pari dignità e pari diritti. In questo percorso, la CGIL Torino continuerà a fare la sua parte." 

comunicato stampa

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