B. Vittoria / Vallette | 12 febbraio 2026, 15:18

Nuovo Piano Regolatore, la Circoscrizione 5 dice no: “Difendiamo mercati e negozi di vicinato”

Per la Città il nuovo impianto rafforza la tutela del commercio di prossimità e introduce limiti più stringenti alle medie strutture di vendita

Il mercato di Borgo Vittoria

Il mercato di Borgo Vittoria

Parere contrario della Circoscrizione 5 sulle norme del nuovo Piano Regolatore Generale della Città di Torino. A spiegare le motivazioni è il Coordinatore alle Attività Produttive e Lavoro, Alfredo Ballatore, che rivendica una scelta “a tutela dei mercati rionali, del commercio di vicinato e dell’identità economica dei quartieri”.

Stop alla grande distribuzione

Il punto centrale riguarda lo stop alla grande distribuzione. "Abbiamo chiesto il divieto di aprire nuovi centri commerciali o medie strutture di vendita nel raggio di 500 metri dai nostri mercati rionali e dalle vie storiche del commercio", spiega Ballatore. Nel mirino, in particolare, la tutela dei mercati di Borgo Vittoria, Madonna di Campagna, Lucento e Vallette. "Non si toccano", ribadisce.

La proposta avanzata dalla Circoscrizione punta anche a vincolare una quota degli interventi di riqualificazione urbana: il 20% delle grandi aree rigenerate dovrebbe essere destinato per legge ad artigiani, laboratori di innovazione e realtà del terzo settore, con affitti calmierati. "I quartieri devono vivere di competenze e solidarietà, non solo di cemento", sottolinea il coordinatore.

La replica

Altro tema sollevato è quello degli edifici abbandonati. La richiesta è di accelerare il cambio di destinazione d’uso per trasformare gli stabili degradati in spazi e servizi utili ai cittadini, restituendo maggior funzionalità alle strade della zona nord-ovest della città.

Tuttavia, recentemente la Giunta comunale di Torino ha approvato la revisione dei criteri urbanistici che regolano il commercio in città con l’obiettivo di rafforzare il commercio di vicinato e contrastare la desertificazione commerciale.

Nel percorso di revisione del nuovo Piano Regolatore Generale, la Città ha affiancato alla definizione delle norme un approfondimento specialistico affidato al Politecnico di Milano, integrando le analisi di TradeLab con i dati della Camera di Commercio di Torino. L’obiettivo è stato quello di costruire un quadro aggiornato delle dinamiche del commercio urbano e di prossimità.

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la revisione del sistema degli addensamenti commerciali, cioè delle aree in cui si concentra l’attività economica. Si supera l’approccio fondato prevalentemente su dati censuari e si amplia la lettura includendo tutte le attività riconducibili all’economia di prossimità: non solo il commercio al dettaglio, ma anche l’artigianato, la somministrazione e i servizi come formazione, sanità, sport e cultura. Gli addensamenti vengono così individuati sulla base delle densità effettive delle attività presenti, con confini più chiari e criteri più aderenti alla realtà dei quartieri.

Parallelamente viene rivista la disciplina delle medie strutture di vendita, comprese tra 250 e 2.500 metri quadrati. Nei contesti urbani più consolidati vengono reintrodotti limiti più stringenti, in particolare negli addensamenti storici secondari e negli addensamenti commerciali urbani forti, dove alcune fasce dimensionali non saranno più ammissibili. A ciò si affianca l’introduzione di un contributo compensativo aggiuntivo per le medie strutture, finalizzato a sostenere e riqualificare il tessuto commerciale esistente. Si tratta di un’impostazione coerente con le recenti norme urbanistiche sul commercio approvate dalla Giunta, che vanno nella direzione di contenere l’espansione della media e grande distribuzione in ambiti delicati e di rafforzare la tutela degli assi commerciali storici e dei negozi di vicinato.

ph.ver.

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