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Cultura | giovedì 01 febbraio 2018, 13:32

I beni culturali della chiesa si aprono al pubblico. Con una App

Grazie a uno smartphone si potranno visitare in autonomia alcuni tesori del territorio. Si comincia da Piozzo e Giaveno, primi casi in Italia

I beni culturali della chiesa si aprono al pubblico. Con una App

San Bernardo di Aosta e San Sebastiano. Sono loro i due santi che, in un certo senso, passeranno alla storia oltre che per le loro gesta anche per essere i primi ad "aprirsi" al pubblico con un clic. Le rispettive Cappelle che si trovano a Piozzo e a Giaveno, infatti, rappresentano i due esperimenti-pionieri nell'ambito del progetto "Città e Cattedrali" di Diocesi e Fondazione CRT che opera da 13 anni e che ora tocca una nuova dimensione grazie alle nuove tecnologie.

In sintesi, grazie a una app per smartphone ("Chiese a porte aperte") e la necessaria registrazione per il riconoscimento, sarà possibile visitare in autonomia beni culturali che spesso, per svariati motivi, risultano inaccessibili per fedeli e semplici visitatori. In Italia non esistono esempi simili: è un primato assoluto. Il visitatore potrà inquadrare il QR code e la porta si aprirà automaticamente. Ma la app non è solo un grimaldello: attiva infatti tutta una serie di supporti multimediali e di luci che accompagneranno gli ospiti e ne garantiranno la sicurezza. Uno strumento prezioso per affiancare il lavoro e lo sforzo dei volontari.

"Le nuove tecnologie ci sono e ci saranno sempre di più e bisogna saperle sfruttare al meglio, nella vita personale e in quella comunitaria - spiega Giovanni Quaglia, presidente di Fondazione CRT - e queste due chiese sono solo le prime, sono l'inizio di un percorso di cui il nostro territorio è ricco". "È un modo di attualizzare questi luoghi, ma anche un modo per riscoprirli come luogo di sosta e di riflessione", aggiunge Quaglia.

"Bello è qualcosa che attrae gli occhi e rimanda oltre", sottolinea monsignor Derio Olivero, delegato ai Beni Culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale piemontese. "E qui parliamo proprio di questo. Noi abbiamo tanta bellezza, spesso sconosciuta in Piemonte. Basti pensare alla pittura gotica, ma non solo. E non è giusto che ce la si perda. Ed è bello pensare che qualcosa di antico sia visibile grazie a qualcosa di nuovo e di innovativo. Innovare è il modo migliore di rispettare la tradizione".

Massimiliano Sciullo

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