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Attualità | 22 luglio 2018, 07:00

Aspettando il metrò a Mirafiori: via Vigliani sogna il ritorno del trenino Fiat

La Linea 2 della metropolitana attraverserà la periferia sud di Torino passando per corso Orbassano. Ma già si pensa a un collegamento con piazza Bengasi, magari riattivando i vecchi binari che un tempo portavano al lavoro gli operai

Ph Alberto Perego

Ph Alberto Perego

Ha un sapore nostalgico, questo primo abbozzo di linee progettuali per la nuova metropolitana di Torino. Ma è anche normale sia così, se si vanno a toccare i nervi scoperti di quartieri storici, che hanno visto cambiare radicalmente angoli e strade nel giro di pochi decenni. Mirafiori ne è l'esempio lampante. 

Ancora frastornata dall'idea di vedere sorgere, un giorno, una linea sotterranea che finalmente possa servirla in piena regola, la periferia operaia per eccellenza tira fuori dalla scatola di ricordi cimeli preziosi e rarissimi. E, così, mentre i tecnici comunali espongono a tutta la città il progetto – da approvare entro fine anno – dalle Circoscrizioni 2 e 8 spunta un’idea. Realizzare il collegamento tra la futura stazione Anselmetti e piazza Bengasi (prolungamento della Linea 1 ancora da ultimare), riattivando il vecchio trenino ex Fiat Avio lungo via Onorato Vigliani.

Amarcord? Sì, l’effetto immediato è quello. Ma si tratta di una proposta reale da sottoporre al Comune di Torino come delibera delle amministrazioni territoriali che verranno toccate da questa nuova viabilità.

Lo scorso lunedì, in una commissione congiunta tra le due circoscrizioni, era emersa la piena intenzione di sostenere la partenza dei cantieri da Torino Sud. “Abbiamo sempre sostenuto e approvato l’opera di trasformazione delle aree industriali operata da Tne”, spiega il vicepresidente della Due Alessandro Nucera. Quindi creare un deposito treni su via Ansemletti – un’area di 60 mila metri quadrati – rappresenterebbe un ulteriore passo verso la piena riconversione di quella zona.

Ma ci sono delle condizioni da rispettare. Innanzitutto, la garanzia che la metropolitana lungo corso Orbassano sia completamente interrata. Un aspetto che, invece, il Movimento 5 Stelle della Due avrebbe volentieri rivalutato, pensando a un’eventuale emersione dei treni dopo piazza Cattaneo, verso l’imbocco della tangenziale, quando la strada si fa più larga. Ma è prevalso il diktat della presidente Luisa Bernardini.

E, sempre su corso Orbassano, si auspica un intervento poco invasivo e rispettoso dell’attività dei commercianti di Santa Rita, per non ripetere il dramma dei negozi in via Nizza, martoriati da anni di cantieri. “Vorremmo che gli esercenti fossero costantemente informati sull’andamento dei lavori. Devono essere partecipi a pieno titolo e mai abbandonati”, precisa il presidente della commissione di quartiere Santa Rita Riccardo Prisco.

Sul progetto pesano quindi, in primis, le esigenze dei cittadini. Come se si volesse dare vita a una metropolitana fatta apposta per i bisogni di ciascuno, andando soprattutto a soddisfare chi, in tutti questi anni, ne è rimasto completamente sprovvisto.

Vogliamo garantire l’interscambio con la Linea 1”, ha spiegato il vicepresidente della Otto Massimiliano Miano, “per questo puntiamo sul prolungamento verso piazza Bengasi, per avere un altro punto di intersezione oltre a Porta Nuova. Tra l’altro in piazza Caio Mario è ancora presente l’infrastruttura sotterranea su cui un tempo correva il treno operaio, si potrebbe realmente pensare di renderla di nuovo operativa”.

Il collegamento Anselmetti-Bengasi è di sicuro interesse per tutti gli abitanti di Mirafiori e Lingotto”, ha dichiarato senza ombra di dubbio il presidente della Otto Davide Ricca.

Intanto il 2 agosto è prevista una commissione consiliare congiunta per discutere dei pareri espressi da tutte le circoscrizioni sul progetto Linea 2. 

Manuela Marascio

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