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Attualità | 02 novembre 2018, 19:33

Gli ipovedenti dicono sì alla Tav: "Cerchiamo di non imboccare un vicolo cieco"

Una presa di posizione su questo specifico tema e non una scelta di campo di natura politica, tengono a precisare dall'associazione. "Torino non deve perdere l'ultimo treno"

Gli ipovedenti dicono sì alla Tav: "Cerchiamo di non imboccare un vicolo cieco"

"Ricordo gli anni in cui, se volevi andare e tornare in un giorno da Roma, eri costretto, in quanto disabile, ad una avventurosa Odissea degna del navigatore Ulisse": chi parla è Marco Bongi, presidente dell'Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti (A.P.R.I.-onlus).

"Problemi per raggiungere l'aeroporto di Caselle, problemi per effettuare l'imbarco, problemi a Fiumicino, file chilometriche ai posteggi taxi, e tutto replicato al ritorno, con l'ansia, per giunta, di restare bloccato sul GRA e perdere il volo", aggiunge Bongi. "Oggi, con l'alta velocità, è davvero tutta un'altra vita, per tutti i viaggiatori, ma ancor più per i portatori di handicap".  Anche i disabili dunque, che si sentono cittadini come gli altri, ci tengono a far sentire la propria voce nell'appassionato dibattito che si sta sviluppando a Torino a proposito dell'alta velocità ferroviaria Torino - Lione.
 
La politica del "NO a Tutto" non li convince affatto e ci tengono a dirlo ad alta voce. "Ci hanno tolto Uber, poi Zego" - prosegue Bongi - "Ora sta fallendo anche la ditta Tundo che si dovrebbe occupare del trasporto disabili. Ci dispiace molto inoltre che Torino abbia dovuto rinunciare alle Olimpiadi invernali 2026, e, di conseguenza, anche alle Paralimpiadi. La nostra città si sta avviando verso un declino e, si sa, quando una società si indebolisce i primi a soffrirne sono i più deboli".

Pericle Farris, vice-presidente della FISH regionale aggiunge:  "Facciamo un semplicissimo esempio: con lo sfacelo che sta vivendo l'oftalmologia torinese, sono sempre di più i disabili visivi che si recano presso l'ottimo ospedale di Lione per sottoporsi a trattamenti oculistici ed interventi chirurgici. Poter fare una visita in giornata e tornare subito a casa agevolerebbe non poco le problematiche vissute da persone con ridotta mobilità: più facile trovare un accompagnatore, meno problemi a reperire un hotel, ecc.".

La presa di posizione, tengono a sottolineare i compomenti dell'associazione, non rappresenta assolutamente uno schieramento politico con l'opposizione in Sala Rossa. Con l'attuale amministrazione comunale si può infatti dialogare bene su altri temi e questioni. Su questo punto però la situazione appare molto difficile.

"Torino rischia di perdere l'ultimo treno..." - conclude Marco Bongi - "Cerchiamo di non imboccare un vicolo cieco".

r.g.

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