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Attualità | 22 febbraio 2019, 13:27

Migliaia di torinesi in difesa del Centro Culturale arabo di via Fiocchetto. Ferrero: "Per M5S bando miglior sistema di partecipazione: non ci muoviamo"

In meno di 24 ore ha superato le oltre mille adesioni la petizione lanciata su Change.org per dire no alla chiusura del Centro. Gli esponenti grillini: "nessuna ostilità, ma la concessione è scaduta"

Migliaia di torinesi in difesa del Centro Culturale arabo di via Fiocchetto. Ferrero: "Per M5S bando miglior sistema di partecipazione: non ci muoviamo"

In meno di 24 ore ha superato le oltre mille adesioni la petizione lanciata su Change.org per dire "no alla chiusura del Centro Culturale Dar Al Hikma" di via Fiocchetto, riferimento "per il mondo arabo moderato".

Una raccolta firme nata all'indomani dell'annuncio di un ordine del giorno, depositato dalla vice presidente del Consiglio comunale Viviana Ferrero e dal consigliere Fabio Gosetto, in cui si chiede "all’amministrazione di sospendere la procedura per il rinnovo della concessione ottenuta dal Centro culturale italo arabo nel 1998 e scaduta a fine 2018".

"Riteniamo - spiegano i firmatari - che ciò sia un grave errore per il valore sociale e culturale espresso dal Centro in questi 20 anni. Un lavoro - aggiungono - portato avanti con passione e professionalità da Younis Tawfik, mettendo al primo posto il tema della condivisione ed dell' integrazione".

A difendere la propria posizione è la stessa vicepresidente Viviana Ferrero. "La concessione - spiega la consigliera del M5S - è scaduta dopo 20 anni e non prevede il rinnovo automatico: non c'è nessuna ostilità verso chi ha gestito il centro". L'esponente grillina spiega che per l'amministrazione l'obiettivo è "ampliare e favorire l'integrazione, l'interscambio tra culture diverse e incentivare il dialogo tra le comunità di lingua e cultura araba".

"Il M5S - aggiunge - individua nel bando il miglior sistema per dare democraticamente a tutti la possibilità di partecipare all'integrazione, favorendo l'aggregazione di più enti e associazioni. E da qui non ci muoviamo".

Cinzia Gatti

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