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Calcio | 07 aprile 2018, 19:24

"TUTTI A CASA" - Il Venaus Esordienti ritira la squadra contro il Lascaris. Dalle urla di un genitore a...

Anche il Lascaris parte lesa. Perde il calcio: i ragazzini di 12 anni non chiudono la partita. Ecco il racconto di Lorenzo Vigna, figlio dell'istituzione valsusina mister Fabrizio Vigna, e di mister Delli Calici

"TUTTI A CASA" - Il Venaus Esordienti ritira la squadra contro il Lascaris. Dalle urla di un genitore a...

AGGIORNAMENTO (ore 20)

> In casa Lascaris il presidente Vincenzo Gaeta ha voluto immediatamente ricostruire i fatti tramite incontri e telefonate con i presenti al campo di Venaus. Quasi certa una riunione urgente con i genitori degli Esordienti 2006 già lunedì al posto dell'allenamento in programma.

> Sotto: parola al Lascaris. Il pensiero del mister Delli Calici

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Se ne sono andati a casa senza finire la partita. La fine del calcio, a Venaus. Sono le 15 di un sabato pomeriggio che giocatori, tifosi e dirigenti dovrebbero vivere all'insegna del relax e dei valori sportivi: si gioca (almeno quella era la speranza) nel girone F degli Esordienti 2006 Venaus-Lascaris. Tutti sanno che finirà pochi a tanti, perchè il Venaus è a zero punti (con 35 gol subiti) e il Lascaris a livello giovanile è sempre tra i top club.

La partita 9 contro 9 giocatori viene diretta da un genitore locale, come sempre accade. E' a lui, come a tutti i suoi "colleghi", che va detto "grazie" se i bambini possono giocare. Ma sullo 0-2 per il Lascaris, dopo il secondo tempo, non si gioca più.

A spiegarci tutto è Lorenzo Vigna, figlio di mister Fabrizio Vigna. I due sono vere e proprie istituzioni del Venaus. Il primo ha giocato in mezza valle di Susa e contribuito alla vittoria della storica Coppa Piemonte dei rossoblù l'anno scorso (ricordiamo un gol con dedica ai piccoli tifosi in tribuna, allenati proprio da Lorenzo Vigna, in semifinale). Il secondo ha allenato per molti anni la prima squadra portandola in tre anni dalla Terza alla Prima Categoria. Una favola. Un totem. 

Lorenzo Vigna: "Quando mio papà ha sentito "spaccategli le gambe" esclamato da un genitore di un giocatore del Lascaris è finito tutto. Tutti a casa. Lui ha scaldato l'ambiente molti minuti prima andando fuori di testa, usando parole grosse contro l'arbitro per qualche piccolo fallo non sanzionato e addirittura prendendosela con un guardalinee di 14 anni per aver segnalato un fuorigioco. Ma come si può pensare che sia in mala fede quel bambino? Come si possono usare certe parole pensando di dare un esempio? Fuori, tra genitori, è scoppiato il caos...Nessuno è venuto alle mani, ma ci è mancato poco e comunque il parapiglia ha fatto sì che non si potesse più giocare. Quando mio papà ha capito che non c'erano più le condizioni ha fatto uscire il Venaus dal campo. Questo genitore ha anche detto "ecco a cosa si attaccano per non finire la partita con una sconfitta..." ma non ha capito che noi siamo abituati a perdere spesso e che non ci importava minimamente del risultato. Oggi è finito, nel senso che ha perso, il calcio. Voglio sottolineare lo stile e il comportamento perfetto da parte dei dirigenti del Lascaris, che non c'entrano nulla. Anche i nostri avversari sono stati danneggiati e ho sentito che il mister dei bianconeri ha detto "ma guarda per colpa di questi genitori cosa deve succedere..." vicino agli spogliatoi. Il risultato finale è stato vedere bambini in lacrime. Sarà contento quel genitore...".

Vigna, che ha riportato il suo pensiero anche su Facebook, chiude così: "Questa è l'esasperazione di uno sport. Invece di godersi la partita, per sfogare probabilmente altri problemi esterni, qualcuno decide di influenzare un ambiente intero con un pessimo comportamento fino a provocare la chiusura anticipata della gara. Ero lì per seguire una partita di ragazzini che fanno parte della nostra grande famiglia, quella del Venaus. La città segue moltissimo la prima squadra, ma anche le giovanili. C'è sempre stato un ambiente sereno dalle nostre parti. Ebbene...sono tornato a casa schifato. Peccato davvero...".

E pensare che a Venaus le belle notizie, invece, non mancano mai: stanno per essere ultimati i lavori per la messa in posa della tribuna coperta (alcune foto sulla pagina Facebook del Venaus). Un piccolo grande teatro a disposizione dei mitici tifosi. Sì, tutto molto bello. Purchè si torni a giocare, sperando che situazioni come quella di oggi non capitino mai più...

Abbiamo sentito anche Domenico Delli Calici, allenatore del Lascaris: "In panchina e in campo la mia squadra ha tenuto un comportamento perfetto. E' stata una gara normalissima, con piccoli falli dovuti al fatto che tra le squadre ci fosse un'abissale differenza tecnica. Ma questi falli ci stanno, anche tra Esordienti. E' il calcio. Quello che non è normale è terminare prima della fine una partita. Così l'abbiamo data vinta a qualcuno...Io avrei fatto uscire i genitori, piuttosto. La partita doveva terminare, altrimenti dico, che esempio diamo ai ragazzi? Le parole grosse così prevalgono...Questa cosa l'ho anche detta all'allenatore del Venaus, che però ha scelto di ritirare la squadra. Mi dispiace. Per quanto riguarda il Lascaris io so bene che tipo di insegnamenti vengano inculcati da me e dai miei colleghi allenatori ai giocatori. Chi sbaglia paga. Chi dà un calcio ad un avversario a palla lontana esce. Chi non rispetta le regole non gioca. L'avversario va sempre rispettato".

Ancora Delli Calici: "La tribuna è un altro mondo e qualcosa sicuramente è successo. Bisognerebbe però isolare certe persone e non mettersi a fare la guerra andando a rispondere o ad aggiungere una parola in più. Se è finita così è responsabilità di tutti. Vedere i giocatori piangere dal nervoso mi ha fatto vergognare, perchè il fatto che una partita non sia finita è più triste che grave. Poteva succedere altre volte anche a noi, ma abbiamo preferito isolarci, richiamare chi si era comportato male in panchina, proprio come oggi, o togliere dai parapiglia i giocatori. Se si vuole discutere sul nulla, il campo è il posto giusto. Io sono invece per il gioco e per il rispetto dell'avversario e questa è la cultura del Lascaris. Oggi però dobbiamo tutti riflettere e ho voluto in prima persona che lunedì si organizzasse una riunione tra società e genitori dei miei Esordienti 2006. Come finirà la partita? E' l'ultimo dei miei pensieri, tanto non ci sono le classifiche se non quello create dai giornali. Sulla carta sarebbe uno 0-3 a tavolino per noi, perchè loro hanno abbandonato il campo. Ma ripeto. La partita non è finita e questo è tristissimo. Se è colpa dei genitori, cosa che verificheremo nei dettagli, sono loro che devono uscire e non dei ragazzini in lacrime...".

Infine, in serata, ecco un comunicato ufficiale del Venaus: "CARO GENITORE,
è molto apprezzabile che tu segua tuo figlio di dodici anni in una trasferta lunga come quella di Venaus (minimo 100 km tra andata e ritorno); sicuramente non è apprezzabile che tu trascorra tutto il tempo della partita ad insultare chi, per consentire a tuo figlio di giocare, si presta ad arbitrare magari rinunciando a seguire attentamente il proprio figlio (arbitrare in quelle categorie significa controllare che i ragazzi non si facciano male). Inoltre caro g
enitore pagare un biglietto per assistere ad una partita di calcio o pagare la retta di iscrizione di tuo figlio alla scuola calcio non ti attribuisce né il diritto di esibire dalla tribuna la tua sconfinata ignoranza danneggiando un clima che deve essere sempre sano (un mix perfetto di relax, aggregazione e divertimento) né creare danni alla società per la quale tuo figlio è tesserato.
Comunque, caro genitore, se ritieni che il tuo sia il modo giusto di comportarti, ti consigliamo vivamente di trascorrere i tuoi pomeriggi a casa perché agli occhi di un bambino di dodici anni non sei solo un esempio, ma un modello da imitare e dal quale imparare l'educazione e il rispetto degli avversari e dei ruoli".

Michele Rizzitano

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