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In Breve

| 15 dicembre 2019, 14:30

A Verona il Toro si mangia la partita per pranzo

La squadra granata domina per un’ora, va avanti 3-0, grazie alla doppietta di Ansaldi inframmezzata dalla rete di Berenguer, ma dopo il rigore di Pazzini perde completamente la bussola subendo i gol di Verre e Stepinski che permettono ai padroni di casa una clamorosa rimonta. Juric indovina tutti i cambi, non convincenti invece le sostituzioni di Mazzarri

A Verona il Toro si mangia la partita per pranzo

Harakiri granata. Il Toro butta via la terza vittoria consecutiva, facendosi recuperare tre gol di vantaggio a metà ripresa da un Verona che per larghi tratti della gara era stato dominato dalla formazione di Mazzarri.

Tutto è stato innescato da un rigore molto generoso trasformato da Pazzini, ma i granata (per l’occasione in maglia bianca) avevano ancora due reti di vantaggio da amministrare, invece la squadra ha smesso completamente di giocare, la difesa è andata in bambola e le sostituzioni operate da Mazzarri si sono rivelate scelte poco convincenti.

Togliere Berenguer e Verdi, giocatori veloci e perfetti per utilizzare il contropiede nel finale, sono stati sostituiti da un Belotti ancora a mezzo servizio e da un Lukic appena recuperato che non hanno aggiunto nulla alla squadra, mentre nel Verona tutti i cambi operati da Juric sono andati in gol, a conferma che la panchina può essere un’arma fondamentale, se usata nella giusta maniera.

Un Torino che poteva superare il Napoli e restare in scia al Parma, che occupa il settimo posto, torna dal Bentegodi con le pive nel sacco ed un pareggio che ha il sapore della sconfitta, un punto che non rende merito alla straordinaria prova di Ansaldi, autore di una doppietta, inframmezzata dalla gemma di Berenguer per il 2-0, reti che sembravano aver messo in banca il successo, prima dell’inspiegabile black out finale.

A dieci giorni dal 25 dicembre i giocatori del Toro hanno deciso di trasformarsi in Babbo Natale, dispensando doni a piene mani e un punto ad un Verona che ormai sembrava rassegnato al k.o. e che mai nella sua storia aveva recuperato uno svantaggio di tre reti in serie A.

Cronaca. Nella sfida dell’ora di pranzo, Juric e Mazzarri schierano a specchio le loro squadre, entrambe in campo con il 3-4-2-1, dove nel Toro è Zaza la punta centrale, sostenuto sugli esterni da Berenguer e Verdi, come era successo contro la Fiorentina. Parte meglio il Toro, che dopo tre minuti si rende pericoloso con un’azione in velovità di Berenguer, che penetra in area e trova la pronta risposta del portiere veneto Silvestri, che salva i suoi. Poco dopo ci prova anche Zaza, che trova ancora una volta attento il numero 1 del Verona, mentre la conclusione di Verdi su calcio di punizione al 12’ finisce altissima. Il suo sinistro a girare – sempre su calcio piazzato – dieci minuti dopo va invece ad un passo dal gol dell’1-0 per il Toro, dopo che pochi secondi prima il solito Silvestri in uscita bassa aveva detto di no a Zaza, che aveva approfittato di un corto retropassaggio di un difensore gialloblu.

Al minuto 24 il Toro trova il meritato vantaggio con un tiro dal limite di Bereguer, ma dopo consulto col Var l’arbitro La Penna annulla, perché la sfera era uscita sul cross di Rincon precedente al tiro del compagno. Gioca solo e soltanto la squadra di Mzzarri, che si rende pericolosa poco dopo la mezz’ora grazie ad Ansaldi, che trova ancora una volta preparato Silvestri, mentre il Verona non arriva neppure a fare il solletico alla difesa granata. Dai e dai, al 35’ arriva il meritato vantaggio del Toro con Ansaldi, che trova l’angolo alto da posizione defilata con una gran sventola, al termine di una prolungata azione offensiva. Solo dopo essere andato sotto il Verona inizia a giocare, ma il colpo di testa di Di Carmine non crea problemi a Sirigu, che invece è bravissimo al secondo minuto di recupero sul calcio d’angolo battuto direttamente verso la porta da Veloso, il portiere respinge coi pugni, evitando ogni rischio.

La ripresa vede Juric cambiare volto ad un attacco del Verona assolutamente spuntato nella prima frazione, con gli ingressi di Verre e Stepinski in luogo degli impalpabili Zaccagni e Di Carmine e i veneti iniziano su ritmi alti, mettendo pressione alla difesa granata come non era mai successo fino all’intervallo. Nel momento in cui la formazione di casa offre la sensazione di poter arrivare al pareggio, una micidiale ripartenza granata che Berenguer trasforma nel 2-0 con uno splendido tiro a giro, che bacia il palo e poi si insacca alle spalle di Silvestri. Il Verona non sembra disposto a mollare e con Faraoni chiama in causa Sirigu, ma il Toro ha autentiche praterie in contropiede e, al termine di una splendida ripartenza condotta da Verdi e Ola Aina, sfiora addirittura il tris con Baselli, cui si oppone con bravura il solito Silvestri.

Il tris è però nell’aria e arriva sul calcio d’angolo susseguente, con una sventola da fuori di Ansaldi, che fa doppietta complice stavolta un errore del portiere del Verona, che resta completamente immobile sulla sua conclusione. Poco dopo il Verona riduce le distanze con il nuovo entrato Pazzini, che trasforma un rigore concesso con molta fiscalità da La Penna a seguito di un intervento col braccio di Bremer su cross da distanza molto ravvicinata di Faraoni. Vedendo i suoi andare in affanno per qualche minuto, Mazzarri decide di affidarsi a Belotti, che rileva Berenguer nel finale, per aggiungere peso offensivo ed esperienza all’attacco, ma il reparto offensivo del Verona ha cambiato volto con l’ingresso di Pazzini e il Toro va in sofferenza. Proprio Pazzini chiama Sirigu ad una paratona, ma il portiere granata non può nulla sul tap in successivo di Verre, che riapre clamorosamente la gara. La formazione di Juric ci crede, quella di Mazzarri perde la testa, rischiando subito dopo di incassare il 3-3, con Stepinski che ruba palla a Nkoulou e calcia con prontezza, trovando però l’esterno della rete.

Arriva anche l’ingresso di Lukic al posto di Verdi e poi quello di Meite al posto di Baselli, ma subito prima del terzo cambio giunge il pareggio del Verona, con Faraoni che pesca Stepinski liberissimo a due passi da Sirigu, perso completamente da Ola Aina, per una rete che fa letteralmente esplodere il Bentegodi. Il Toro torna a giocare solo dopo aver commesso un autentico suicidio, Zaza e un tentativo di Belotti mettono paura alla difesa veneta, tra l’ultimo minuto del tempo regolamentare e quelli di recupero, ma ormai la frittata era stata fatta.

Verona – Torino: 3-3

Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat (17’ st Pazzini), Veloso, Lazovic; Pessina, Zaccagni (1’ st Verre); Di Carmine (1’ st Stepinski). All. Juric

Torino (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; Aina, Baselli (40’ st Meite), Rincon, Ansaldi; Verdi (33’ st Lukic), Berenguer (28’ st Belotti); Zaza. All. Mazzarri

Arbitro: La Penna di Roma

Reti: 35’ Ansaldi, st 10’ Berenguer, 15’ Ansaldi, 24’ rig. Pazzini, 31’ Verre, 38’ Stepinski

Ammoniti: Amrabat, Gunter, Bremer, Veloso

Massimo De Marzi

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