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Nuove Note | 05 gennaio 2020, 06:00

Fuat Sunay: con il mio sax fondo oriente ed occidente, lo standard jazz con il mio stile

Nei suoi concerti quando suona famosi standard jazz o brani pop o funk molto conosciuti cerca di sempre suonare con il suo stile o con il suo vocabolario creando un arrangiamento nuovo, una fusione interessante anche per il pubblico.

Fuat Sunay: con il mio sax fondo oriente ed occidente, lo standard jazz con il mio stile

Fuat Sunay è un sassofonista ed ingegnere del suo turco che vive a Torino. Fuat si avvicina alla musica da bambino prima volendo diventare un batterista ma si ritrova a suonare una piccola tastiera. Durante l’adolescenza si avvicina ai fiati prima il flauto traverso e poi il sassofono. Dopo aver studiato ingegneria del suono a Istanbul si trasferisce in Italia dove lavora come fonico, suona e studia al Conservatorio e produzione musicale per cinema e Tv al DAMS. A Torino Fuat ha suonato per progetti o album di colleghi musicisti e cantanti scrivendo assoli o melodie principali. Nei suoi concerti quando suona famosi standard jazz o brani pop o funk molto conosciuti cerca di sempre suonare con il suo stile o con il suo vocabolario creando un arrangiamento nuovo, una fusione interessante anche per il pubblico.

 

Come si è avvicinato Fuat alla musica?
In realtà ho sempre avuto un interesse per la musica, fin da bambino. Quando avevo 6 anni volevo diventare un batterista ed insistevo sui miei genitori per comprarmi una batteria. Abitavamo però in una piccola città in Turchia e negli anni 90 in Turchia non era molto facile trovare e comprare un set up di batteria perciò mio padre mi aveva comprato una piccola tastiera. Ho conosciuto così il primo strumento della mia vita. I miei genitori non erano musicisti anzi non avevano nessun contatto con musicisti professionisti. Quindi da bambino mi sono avvicinato totalmente da solo alla musica, ad esempio sentivo la musica in TV ed istintivamente suonavo la stessa melodia dal tastierino e questa cosa faceva stupire i miei familiari. Durante la scuola elementare sono entrato nella banda della scuola suonando il rullante. Durante la scuola superiore, una delle più importanti della Turchia, ho avuto un approccio più serio alla musica. Sono stato scelto per far parte dell’orchestra del liceo per suonare il flauto traverso, attiravo l'attenzione di tutti per la mia capacità di improvvisazione e di suonare le melodie subito ad orecchio. La mia famiglia però voleva che io studiassi matematica e fisica per diventare un ingegnere e per loro la musica poteva diventare il mio passatempo. In realtà è nata così la mia carriera ingegnere del suono, ho studiato ad Istanbul in un'accademia privata di musica e ho lavorato come fonico dal vivo per i concerti in locali importanti e di cantanti famosi, ho avuto anche la possibilità di assistere ad alcuni festival importanti. Dopo questa avventura sono venuto in Italia nel 2011 e nel settembre 2012 ho iniziato a studiare di nuovo la musica, stavolta produzione musicale per cinema e tv al DAMS. Mentre facevo questo corso ho avuto tante esperienze diverse come tirocinio in teatro e in RAI, sono stato in Erasmus presso il dipartimento di musicologia dell’Università di Oviedo in Spagna e così negli anni ho conosciuto un sacco di artisti e musicisti in Italia e Europea. In questi ambienti musicali ho iniziato suonare il flauto traverso in piccoli eventi o con i miei amici musicisti ed in breve ho catturato l'attenzione di tutti. I miei amici musicisti mi suggerivano di concludere il mio percorso musicale studiando al Conservatorio, però ero sicuro che con il flauto traverso non sarei riuscito ad esprimermi al massimo, non lo sentivo mio e così tramite un mio amico cantante ho conosciuto il sassofono. È stato amore a prima vista e la passione per lo strumento inarrestabile! Non riuscivo a pensare altro! Così tramite i miei amici musicisti ho conosciuto il grande maestro Emanuele Cisi e sono diventato suo allievo, ormai volevo diventare solo un sassofonista. Eccoci qui.

 

Che rapporto si instaura tra il musicista e il suo strumento musicale?
Secondo me c'è un rapporto molto mistico ed importante tra il musicista e il suo strumento, un rapporto che non si può definire a parole. È una combinazione tra il carattere della persona e il materiale dello strumento, questa combinazione dovrebbe dare la chimica giusta. Voglio dire che  è esattamente come trovare la persona giusta nella vita, a volte semplicemente due persone non vanno d'accordo perchè non si trovano bene insieme. La stessa cosa può accadere al musicista se non si trova bene con il suo strumento e non riesce ad esprimersi al massimo. Questo non vuol dire che non è bravo/a, ma semplicemente deve trovare il suo strumento giusto per esprimere la sua creatività. Quando viene costruito questo rapporto con lo studio e con la tecnica giusta allora il musicista arriva ad un altro livello, ovviamente questa cosa vuole anche tanti anni di sacrificio, pazienza ed una passione enorme per una strada che non finirà mai per nessuno dei musicisti.

 

Componi musica tua? Se sì, come avviene il processo creativo?
Per ora non ho realizzato un mio album o non ho composto musica mia. Ovviamente sono entrato tante volte nella sala di registrazione e ho suonato per altri progetti o album di colleghi musicisti e cantanti. In questa fase ho scritto sempre la mia parte del sax e del flauto traverso sia la parte dell’assolo sia in quella di creazione di una melodia principale. Nei miei concerti quando suono un famoso standard jazz o un brano pop o funk molto conosciuto cerco di sempre suonare con il mio stile o con il mio vocabolario creando un arrangiamento nuovo, una fusione interessante anche per il pubblico. Sto facendo stessa cosa quando pubblico un brano sui miei social media e per i miei canali. Sto lavorando molto sul mio stile personale, sul creare il mio vocabolario di improvvisazione, sulla mia tecnica sassofonistica e sulla mia voce col sax. Ecco ad esempio queste cose che appena ho detto possono essere molto utili per il processo creativo. Secondo me un musicista avendo queste esperienze e trovando il suo stile può arrivare al momento creativo per il suo prodotto, credo che tra qualche anno lo realizzerò anch'io.

 

Per un musicista quanto è importante avere una rete di contatti con altri musicisti?
Assolutamente è molto importante! Non solo per diffondere la sua musica o per lavorare, è molto importante anche per imparare e per avere tante idee diverse. Al giorno d'oggi, grazie alla tecnologia, noi musicisti siamo molto fortunati nel creare questa rete. Ad esempio, io con l'uso della social media riesco a stare in contatto con gli altri musicisti in Italia e in Turchia ed nel resto del mondo. Così riusciamo a creare concerti ed organizzazioni internazionali, riesco ad organizzare mio calendario degli eventi comunicando con altri musicisti. Ovviamente la rete non finisce solo tra i musicisti. Personalmente io, sono in contatto anche con il mio event manager o con altri organizzatori con cui sto collaborando. Insomma, a tutti musicisti conviene avere una rete più grande possibile per avere altre occasioni e per farsi conoscere. A parte queste cose riesco a stare in contatto anche con i miei fan e sono molto curioso di conoscere il loro feedback e le loro opinioni, per me sono le perle preziose.

 

La tua origine turca influisce sulla tua musica?
Certo! Il paese in cui sono nato ha una particolarità che geograficamente è molto speciale. La Turchia è un ponte tra l'Europa e l’Asia, quindi il paese ha tante caratteristiche occidentali ed orientali culturalmente e musicalmente. Ho trascorso la mia infanzia con questa cultura e ho studiato la  prima parte della carriera ad Istanbul. Musicalmente ho imparato tante cose e poi ho continuato la mia carriera in Italia ed Europa con maestri importanti. Perciò mi sento proprio un ponte tra la musica occidentale ed orientale e per questo mi sento molto fortunato. Per noi jazzisti studiare le scale e i modi è veramente importante per improvvisare e per approfondire l'armonia. Ogni volta che pratico questi discorsi ed arpeggi vari scopro un'altra mia parte turca che non sapevo di avere, questa mia parte turca mi aiuta un sacco per creare fusioni interessanti tra jazz, pop e funk. Sto facendo anche concerti proprio solo suonando musica turca con ritmi orientali, da poco ho suonato per la Turkish Airlines ed è stata un’esperienza molto importante per me. Fare musica turca e suonare le scale orientali col sassofono, che è un strumento molto occidentale, mi  rende felice e curioso. Un’altra cosa che vorrei fare in futuro è creare una fusione tra il jazz e vecchi pezzi famosi turchi che sono diventati importanti nella storia turca, prendere quelle melodie e trasformarle in una forma occidentale ed aggiungere il gusto jazz.

 

Perché tra altre 12 città italiane hai scelto Torino?
Quando sono arrivato per la prima volta in Italia nel 2011, ero molto curioso sul posto dove iniziare una nuova vita. Avevo trovato altre occasioni interessanti sia a Roma sia a Milano però non mi sentivo accolto da queste città. Ho fatto diversi colloqui in tante università italiane, ma quando sono arrivato a Torino sono rimasto super impressionato da questa bellissima città. Ho sentito sin da subito delle "good vibes", le strade proprio profumano d’arte, estetica, di una storia molto vissuta. Torino non è una città caotica nella città come  Roma o Milano, ero abbastanza stanco dopo aver vissuto quasi 4 anni da solo ad Istanbul. A parte queste cose Torino poteva darmi tante opportunità che mi interessavano molto, ad esempio il Torino Film Festival, la sede della Rai, il Torino Jazz Festival, tanti teatri importanti, l'università e il Conservatorio. Insomma, ho capito subito che questa città in breve sarebbe diventata la mia nuova casa.

 

News, Live in programma, appuntamenti?
Il 2019 è stato davvero interessante per me. Ho avuto grandi collaborazioni con l'organizzatrice italiana Anna Frascisco e con Dj Ben. Ho fatto concerti importanti per media italiani e turchi come il concerto per la Turkish Airlines, quest'estate in Turchia ho duettato con uno delle più famose popstar della Turchia che si chiama Kenan Dogulu. Ho suonato sul palco con un altro importante artista turco che si chiama Gokhan Turkmen. A parte questi concertoni, con il mio event manager Mauro Santandrea stiamo realizzando delle cose molto interessanti anche in Piemonte. Stiamo realizzando un festival molto innovativo che si chiama Back To Jazz Festival ad Avigliana, dove ho suonato tante volte. Il 25 Gennaio sarò lì per suonare, ma prima di me ci sarà un nome molto importante del contrabbasso jazz, Davide Liberti, che vi invito ad ascoltare! Presto uscirà anche un nuovo singolo del  mio amico rapper Jaku Feliz Reyes nel qual ho suonato in studio e partecipato al videoclip. Questo mese sarò al Biberon in San Salvario mentre il 13 gennaio ci sarà un appuntamento con la musica turca ed orientale al ristorante Kirkuk e poi altri tanti concerti. Detto questo nel 2020 mi aspettano tanti progetti nuovi e concerti di cui vi aggiornerò tramite i miei social.  

Federica Monello

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