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Cronaca | 19 giugno 2020, 06:50

Mazzette negli obitori di Ivrea e Cuorgnè, Roberto Giglio Tos prosciolto con formula piena

Il reato ipotizzato a suo carico era corruzione, a lui contestato in un solo episodio ma che in seguito gli valse la condanna a 8 mesi nel processo di primo grado

Mazzette negli obitori di Ivrea e Cuorgnè, Roberto Giglio Tos prosciolto con formula piena

"Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in noi e nella nostra buonafede". Sono le parole di Roberto Giglio Tos uno dei titolari dell'impresa di onoranza funebri Giglio Tos e Cattai che ha succursali anche nel Biellese. Roberto Giglio Tos, all'epoca 49enne, di Chiaverano, titolare dell'impresa di onoranze funebri Giglio Tos Cattai con sede a Occhieppo Inferiore risultava tra gli indagati, a piede libero, nell’inchiesta della Guardia di Finanza sulle mazzette ai dipendenti degli obitori di Ivrea e Cuorgnè. Il reato ipotizzato era di corruzione, a lui contestato in un solo episodio ma che in seguito gli valse la condanna a 8 mesi nel processo di primo grado. 

"Cinque anni per far chiarezza oltre ai danni economici per sostenere la difesa -commenta Roberto Giglio Tos-. Ora, finalmente, il 16 giugno nell'appello di Torino, è stato riconosciuto l'art. 530 'il fatto non sussiste" e di conseguenza sono stato prosciolto con formula piena. L'Asl di Ivrea all'epoca si era costituita parte civile e aveva chiesto un risarcimento danno a tutte le imprese coinvolte nell'inchiesta. Ora dovrà restituirci il denaro che avevamo pagato". Si parla per Giglio Tos di circa mille euro. 

Una rivincita verso coloro che nel 2015 avevano condannato e deriso aspramente sui social Giglio Tos e Cattai, una conferma verso tutti coloro che non avevano mai dubitato della moralità della famiglia, originaria del piccolo paesino di Chiaverano, vicino a Ivrea. 

"La parte più brutta è sentirsi screditato sui social da colleghi e media con frasi allusive del tipo 'è ora di far chiarezza' - conclude Giglio Tos-. Tutta la storia è nata da un'intercettazione telefonica nella quale io avrei chiesto all'addetto dell'obitorio dell'ospedale di Cuorgnè se mi faceva la cortesia di fare i documenti in comune. Avevo solo domandato come funzionava e lui mi aveva risposto '50 euro di uscita salma al comune più due marche da bollo da 16 euro per il trasporto'. A quello avevo risposto 'vabbè e qualcosa per il tuo disturbo'. Questa frase è stata poi chiarita e capita in sede di processo d'appello. Ripeto, grazie a tutti coloro che hanno creduto nella nostra buonafede".

Fulvio - Newsbiella

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