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Attualità | 15 luglio 2020, 18:14

Raccolta rifiuti a Cavour: si parte con dei disagi, in arrivo delle migliorie

Comune e Acea si incontreranno venerdì per fare il punto della situazione sul nuovo sistema

Raccolta rifiuti a Cavour: si parte con dei disagi, in arrivo delle migliorie

Cassonetti pieni, problemi con le tessere e abbandoni. Sono alcune delle difficoltà che i cavouresi hanno incontrato in questi giorni, con la partenza del nuovo modello di raccolta dei rifiuti. Acea pinerolese industriale (Api) ha sostituito i cassonetti, introducendo l’uso della tessera per quelli dell’indifferenziato e dell’umido. E tutti hanno bocche più piccole per spingere a migliorare la differenziata.

Il nuovo sistema è partito da qualche giorno, ma diversi abitanti hanno segnalato disagi, dai cassonetti pieni agli abbandoni in strada.

«Il fenomeno degli abbandoni dei sacchi fuori dai cassonetti ha riguardato un po’ tutto il Comune, ma fortunatamente la situazione sta migliorando – spiega il sindaco Sergio Paschetta –. Per quanto riguarda i cassonetti pieni, stiamo raccogliendo le segnalazioni e facendo un monitoraggio delle situazioni più critiche per segnalarle ad Acea». Venerdì si terrà un incontro con l’azienda per fare il punto e confrontarsi sulle strategie da mettere in atto per far funzionare al meglio il nuovo sistema.

«È una situazione che abbiamo già visto negli altri Comuni che hanno iniziato a usare questo modello e le prime settimane servono per tararlo sulle esigenze specifiche» premette Massimo Iennaco, responsabile del settore Igiene Ambientale di Api.

«Anche noi stiamo svolgendo un monitoraggio e confronteremo i nostri risultati con quelli del Comune – entra nel merito –. Ci serve per capire quali sono i cassonetti che vengono riempiti prima e in quale zone si trovano, ma anche verificare la qualità della differenziata, ovvero riscontrare che tutti conferiscano in maniera corretta». Secondo Iennaco alcuni dei disagi che si riscontrano adesso, sono legati all’abitudine di usare sacchi più grandi e di dover imparare a differenziare meglio, ma non mancheranno migliorie nel servizio: «Dobbiamo renderci conto di quali ecopunti necessitano di un numero di passaggi maggiore e per quali frazioni, mentre in altri potremmo ridurli» anticipa. Inoltre si lavorerà sulle utenze non domestiche che possono accedere al servizio porta a porta e non l’hanno ancora fatto, perché sarà un altro elemento per ridurre la pressione sui cassonetti.

Marco Bertello

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