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Economia e lavoro | 28 dicembre 2020, 18:50

Impianti da sci, incertezza sulle riaperture. Le Regioni: "Servono certezze su date e ristori"

Nota congiunta degli assessori delle Regioni delle Alpi con delega sugli impianti da sci: "Il Governo rispetti la montagna"

Sciare in montagna, oggi le piste sono ancora chiuse

Sciare in montagna - immagine d'archivio

Tempi incerti per la riapertura, ristori non arrivati. Il "caos impianti da sci" provoca una profonda frattura tra il Governo e le regioni del Nord Italia. "Dopo più di un mese dall’approvazione delle linee guida per l’apertura degli impianti sciistici in Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome prendiamo atto della pubblicazione delle osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico tra le quali si richiede una differenziazione delle regole della capienza tra zone gialle e arancioni. Ora, grazie a questi suggerimenti di modifica del CTS – non di certo una bocciatura come molti quotidiani hanno voluto far intendere – si potrà arrivare all’approvazione definitiva del documento. Come Regioni e Province autonome siamo già al lavoro per portare in approvazione al più presto il protocollo rivisto, auspicando – almeno questa volta – in un velocissimo responso da parte del CTS. A quel punto si saprà come si potrà aprire, ma chiaramente non è sufficiente, serve anche una data di apertura" affermano gli assessori delle Regioni delle Alpi.

"A proposito la situazione sta diventando sempre più grottesca e l’incertezza regna sovrana. Più tempo passa più la data di apertura del 7 gennaio scritta nel DPCM si trasforma in una colossale presa in giro. La montagna ha bisogno di tempi lunghi per potersi organizzare, non si può pensare di continuare a illudere imprese e lavoratori quando lo stesso CTS e vari esponenti politici hanno già ribadito più volte la volontà di non aprire gli impianti il 7 gennaio. Per questo motivo chiediamo con forza al Governo Conte una data di apertura certa" prosegue la nota. 

"Tuttavia – a malincuore – bisogna riscontrare come dal Governo manchi assolutamente ogni interesse verso la montagna, e questo vale persino da chi ne ha la competenza. Il Ministro al turismo Dario Franceschini dia un segnale di attenzione nei confronti della montagna e del turismo invernale.

L’economia di molte valli è in ginocchio. Dal 6 dicembre al 10 gennaio il turismo invernale e il suo indotto registrano numeri straordinari, come si può solo pensare di ignorare un settore trainante dell’economia delle Alpi? Allo Stato abbiamo chiesto dei ristori per tutte le imprese colpite dalle limitazioni che siano adeguati e calcolati in percentuale sul fatturato dello stesso periodo dell’anno scorso (non di certo ancora su aprile), ma anche qui nessuna risposta" spiegano gli assessori.

"In questo momento drammatico e di assoluta incertezza il mondo della montagna, con i suoi lavoratori e le sue imprese, chiede attenzione e certezze". La lettera è firmata da Daniel Alfreider (Vicepresidente Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (Vicepresidente Regione Autonoma Valle d’Aosta), Sergio Bini (Assessore al Turismo Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), Martina Cambiaghi (Assessore allo Sport Regione Lombardia), Federico Caner (Assessore al Turismo Regione Veneto), Roberto Failoni (Assessore al Turismo Provincia Autonoma di Trento) e Fabrizio Ricca (Assessore allo Sport Regione Piemonte)

Redazione

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