/ Attualità

Attualità | 12 giugno 2021, 18:58

La protesta di Extinction Rebellion: tutti giù per terra per denunciare la crisi climatica ed ecologica

In piazza Vittorio traffico deviato dalla Polizia municipale per evitare il rischio di incidenti

protesta Extinction Rebellion

La protesta di Extinction Rebellion: tutti giù per terra in mezzo al traffico per denunciare l'inazione di fronte alla crisi climatica

In occasione del summit mondiale del G7, che si sta svolgendo in questi giorni in Inghilterra, gli attivisti di Extinction Rebellion si stanno sedendo in mezzo al traffico in diverse città del mondo per denunciare l’inazione dei governi di fronte alla crisi climatica ed ecologica. A Torino la protesta è andata in scena già questa mattina, con persone sedute davanti l'entrata di alcuni noti negozi del centro e dentro alcuni supermercati della città.

Nel pomeriggio 5 persone sono sedute in mezzo al traffico, rallentandolo: una persona è seduta in Corso Cairoli, due sul Ponte Umberto I e altre due persone si sono sedute tra piazza Vittorio e la Gran Madre. Proprio qui ci sono stati problemi per chi voleva salire verso il centro di Torino, con la Polizia Municipale che ha cercato di deviare il traffico, evitando problemi e il rischio di incidenti.

La stessa forma di protesta ha avuto luogo anche in altre grandi città italiane: la Rebellion of One, ovvero la Ribellione del Singolo, così come viene chiamata dagli attivisti, è una nuova forma di protesta in cui un singolo cittadino si siede da solo in mezzo al traffico, rallentandolo o bloccandolo del tutto. “Sono terrorizzato dalla sesta estinzione di massa e dalla crisi climatica” recita il cartello che tiene Marco, ricercatore dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che si è seduto in mezzo al traffico di Piazza Vittorio, bloccandolo.

“Ho paura che si verificheranno altre pandemie a causa dell’emergenza climatica ed ecologica” ha scritto invece Dafne sul suo cartello, davanti alle macchine bloccate sul ponte Umberto I. Il focus dell’azione di oggi si concentra sul fallimento delle nazioni del G7 nel rispettare gli impegni climatici globali che hanno preso a Parigi nel 2015, e per sollecitare i leader riuniti a Carbis Bay, in Cornovaglia, ad agire immediatamente per affrontare l'emergenza climatica ed ecologica in corso.

"Se non sarà fatto qualcosa al più presto, tutti gli sforzi fatti finora saranno stati nulli e ci troveremo ad affrontare un catastrofico aumento della temperatura globale che metterà a rischio milioni di vite, l'economia mondiale e il mondo intero", hanno concluso gli esponenti di Extinction Rebellion.

redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium