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Economia e lavoro | 28 luglio 2021, 13:52

Coldiretti Piemonte, Onu: "Cibo prima ricchezza dell’Italia con 25% del Pil”

“L’agroalimentare Made in Piemonte – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale - anche nella pandemia ha dimostrato la capacità di guardare al futuro, certi che puntare sui progetti di filiera sia la chiave di volta"

Coldiretti Piemonte, Onu: "Cibo prima ricchezza dell’Italia con 25% del Pil”

Con l’emergenza Covid il cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia per un valore pari al 25% del Pil con 538 miliardi di euro lungo l’intera filiera agroalimentare dal campo alla tavola E’ quanto è emerso dal pre Food System Summit delle Nazioni Unite nella sessione dedicata a “From the G20 Matera Declaration to the Food Systems Summit: A Framework for Emerging Coalitions of Action”. Si tratta del riconoscimento del ruolo svolto dalla Coldiretti a livello nazionale ed internazionale nella promozione di un modello di agricoltura attento all'innovazione basato su sviluppo sostenibile, difesa dell’ambiente, della salute e dei diritti sociali con la valorizzazione del rapporto con i territori e delle produzioni locali. Un impegno che ha portato l'Italia ad essere leader mondiale nella tutela della biodiversità, nella sicurezza alimentare e nelle produzioni di qualità che sono anche le più contraffatte al mondo con un valore dei falsi che nel 2020 ha superato i 100 miliardi di euro.

“L’agroalimentare Made in Piemonte – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale - anche nella pandemia ha dimostrato la capacità di guardare al futuro, certi che puntare sui progetti di filiera sia la chiave di volta. Abbiamo dato vita a Filiera Italia che, insieme a Coldiretti, unisce aziende di trasformazione e partner strategici per il settore agroalimentare. Tra i principali obiettivi ci sono aumentare la sostenibilità e proteggere la biodiversità, lottare contro l'italian sounding e il cibo falso, sviluppare un modello produttivo equo che riconosce valore agli agricoltori, garantire massima trasparenza ai consumatori e lavorare per l'etichettatura di origine obbligatoria. Il giusto prezzo e il contrasto alle pratiche sleali e agli abusi di potere lungo la filiera sono qualcosa più di una questione economica: sono questioni di democrazia, giustizia e libertà. Perché se il prezzo del cibo diventa un campo di speculazione a perdere saranno sempre gli agricoltori e i consumatori. L’agricoltura italiana è prima in Europa per valore aggiunto ma è anche la più green e può contare sulla leadership indiscussa per la qualità alimentare ed il Piemonte contribuisce a questa eccellenza con 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc e oltre 40 prodotti “Sigillo”, tutelando la biodiversità agricola ed investendo sulla distintività, condizione necessaria per distinguersi in termini di qualità delle produzioni ed affrontare così il mercato globalizzato. Un patrimonio minacciato  dalle imitazioni internazionali  per cui servono sistemi di etichettatura trasparenti sull’origine delle materie prime e che non siano ingannevoli e nello stesso tempo. Con la nostra idea di filiera sostenibile vogliamo affrontare il futuro non solo creando valore economico, ma guardando anche alla sua distribuzione e alla capacità di restituire valori positivi, sotto il profilo ambientale, sociale, territoriale”.

“Voglio infine soffermarmi su un altro tema a cui tengo molto come imprenditore e come padre di famiglia. Quello dei giovani. Torino è un nido che va covato, perché al suo interno abbiamo migliaia di talenti. Centri di ricerca e di formazione di eccellenza “sfornano” continuamente giovani preparati che non aspettano altro che di spiccare il volo. I giovani sono pronti per far rinascere Torino e il Piemonte e rinnovare il suo DNA manifatturiero, con una visione di futuro europea e funzionale alla rinascita del sistema Italia”, ha aggiunto Scarlatelli.

Comunicato Stampa

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