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Cronaca | 21 gennaio 2022, 15:55

'Ndrangheta: latitante non ostacola svolgimento del processo e ottiene sconto di pena

Il 32enne ha avuto 17 anni di carcere (invece che i 24 richiesti dall'accusa), grazie alla sua condotta

aula di tribunale

'Ndrangheta: latitante non ostacola svolgimento del processo e ottiene sconto di pena

Da latitante ha favorito il rapido svolgimento del processo rinunciando a chiamare testimoni o a far valere qualsiasi tipo di impedimento: una "condotta inconsueta", come è stata definita negli stessi ambienti del Palazzo di Giustizia, che è valsa a un 32enne imputato di narcotraffico e associazione mafiosa le attenuanti generiche e quindi uno sconto sulla pena, che è stata calcolata in 17 anni di carcere, invece dei 24 richiesti dall'accusa.

Il caso giudiziario riguarda Vincenzo Pasquino, torinese, legato a una propaggine della 'Ndrangheta nel nord-ovest, che è stato arrestato in Brasile lo scorso maggio, ed è ancora in attesa di estradizione, insieme a un altro ricercato, il boss Rocco Morabito, figura considerata di spicco della criminalità organizzata. Pasquino, essendo formalmente un latitante, non ha potuto essere giudicato con il rito abbreviato.

Ma nel processo, celebrato con il rito ordinario, non si è opposto all'acquisizione di tutti gli atti dell'indagine e, anzi, ha rinunciato a proporre testimonianze, perizie e altro. Dopo l'arresto aveva scritto una lettera in cui ammetteva di aver "venduto molto fumo". Pasquino non risulta né pentito ne collaboratore di giustizia.

redazione

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