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Attualità | 26 gennaio 2022, 17:23

Il Centro Aperto per Anziani chiede una mano ai perosini

La casa di riposo l’anno scorso ha compiuto 45 anni e si è trovata a fare i conti con l’emergenza Covid che ha lasciato un passivo in bilancio

L'insegna del Centro Aperto per Anziani di Perosa Argentina

Nel 2021 il Centro Aperto per Anziani di Perosa Argentina ha tagliato il traguardo dei 45 anni. Ma la pandemia si è fatta sentire e la casa di riposo ha lanciato un appello per far fronte alla situazione: il 2020, infatti, si è chiuso con un segno meno in bilancio, come l’Amministrazione ha comunicato alla cittadinanza in un depliant di fine anno.

“L’intero complesso, che comprende la struttura dove sono ospitati gli anziani, gli spazi dedicati ai giovani dell’Oratorio, ed anche il Teatro Piemont, in passato adibito anche a cinema, era il collegio dell’opera salesiana di Don Bosco, dove era possibile frequentare anche le scuole medie, fino a quando non sono diventate scuola dell’obbligo, e dunque sono state aperte le classi della scuola pubblica” riepiloga il presidente Mario Palmero, 86 anni.

Complice il calo di vocazioni, i Salesiani lasciarono Perosa, e l’intero complesso venne acquistato dalla diocesi di Pinerolo, che ne lasciò l’usufrutto alla parrocchia, con l’allora parroco don Ottorino Girotti, che riaprì l’oratorio e il primo centro diurno per anziani, dove si ritrovavano uomini e donne in pensione, a condividere il loro tempo libero.

Nel 1976, venne fondata l’associazione Centro Aperto per Anziani, con un consiglio di amministrazione formato da volontari e presieduto da don Girotti, che tuttora ricopre il ruolo di presidente onorario.

In una società in continua evoluzione, ben presto ci si rese conto che sarebbe stato prezioso gestire non solamente il tempo libero degli anziani, ma fornire loro assistenza per l’intera giornata.

Fu così che vennero accolti i primi ospiti all’interno delle stanze che in precedenza avevano ospitato preti e suore, e successivamente venne avviato il primo ciclo di lavori, partendo dall’ascensore che avrebbe collegato la cucina alle stanze al piano superiore, per poi proseguire con l’ampliamento del numero delle stanze, fino a costruire un secondo ascensore e infine venne resa agibile anche la terrazza al piano superiore, con relativo utilizzo delle stanze sopra agli spazi dell’oratorio.

“Questo primo ciclo di lavori venne svolto in accordo con la diocesi, con la quale l’associazione concordò un affitto simbolico annuale di mille lire – ricorda Palmero –. In seguito, con l’allora vescovo di Pinerolo monsignor Giachetti, venne stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito con la parrocchia, e con la nostra associazione”.

Durante il mandato vescovile di monsignor Pier Giorgio Debernardi, la Diocesi di Pinerolo fece dono dell’intera struttura alla Parrocchia San Genesio di Perosa Argentina.

“Negli anni, si sono succedute proprietà, cambi di statuto all’interno della nostra associazione, ed i lavori sono in continua evoluzione, seguendo le norme e le esigenze delle persone, ma l’intero complesso ha sempre mantenuto fede all’obiettivo iniziale, ovvero dare una casa ai giovani, nell’oratorio, e agli anziani, che spesso fra quegli spazi, in quel cortile, sono cresciuti, nel centro – spiega Palmero –. Il Centro Aperto per Anziani, ma anche gli spazi dell’Oratorio e del Teatro Piemont, sono una casa comune dei cittadini, un luogo che vive grazie alla coralità di lavoratori, ma soprattutto soci e molti volontari. Un luogo che ha bisogno di tutti per vivere e portare vita al paese”.

Attualmente il Centro Aperto per Anziani accoglie 58 ospiti “Chi può, paga la propria retta in prima persona, o la paga la famiglia. Ma ci sono circa una ventina di persone che ospitiamo grazie a convenzioni con l’Asl, o con l’Unione Montana dei Comuni – prosegue Palmero –. Oltre agli ospiti interni, c’è anche chi viene da noi solamente a mangiare il pranzo, o chi richiede la consegna del pasto a domicilio”.

Anche il Centro ha sofferto della crisi conseguente alla pandemia, come ha rendicontato il direttore amministrativo Remigio Gaiani, conteggiando una perdita, per l’anno 2020, di 68.583 euro.

Il virus ha ridotto le entrate ordinarie, bloccando l’ingresso di nuovi ospiti, e riducendo la capienza per favorire l’isolamento, mentre ha aumentato i costi relativi alla sanificazione e all’acquisto di nuovi dispositivi di protezione.

Preziosi sono stati i contributi a fondo perduto arrivati dallo Stato, ed i consueti aiuti da parte della diocesi di Pinerolo, del Comune di Perosa Argentina, di svariate associazioni e di privati.

“Fanno particolarmente piacere le donazioni fatte da chi, adesso o in passato, ha avuto familiari ospiti della nostra struttura, e con riconoscenza decide di aiutarci” sottolinea Palmero.

Mentre il direttore Danilo Galliano ricorda le donazioni ricevute all’inizio della pandemia, da parte della Croce verde in termini di guanti, mascherine, camici e tute, e le decine di litri di alcool regalati dalla ditta Martin

Ciononostante i conti sono in rosso ed è partito l’appello per fare donazioni all’Iban IT67G0200830730000003827094

Per aiutare il Centro Aperto per Anziani, inoltre, si può diventare volontari ed anche tesserarsi al costo di dieci euro come socio ordinario o cinquanta euro come socio sostenitore, recandosi direttamente all’ufficio del Centro, in via Roma 26, ogni lunedì dalle 15 alle 17, oppure nel negozio Fotografica Gariglio, in via Patrioti 2A.

Tatiana Micaela Truffa

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