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Eventi | 26 novembre 2022, 18:42

Torino 2006 e la sua eredità: Pragelato e Cesana restano due ferite aperte. "Serve un intervento unico"

La proposta arriva dal sindaco di Pragelato, Merlo e dal vicesindaco Maurino: "Chi ha potere, prenda decisioni univoche senza ulteriori rinvii. La situazione ormai è insopportabile e inspiegabile"

pista da bob abbandonata

La pista da bob di Cesana Pariol

Sono passati ormai 16 anni, ma la ferita non si rimargina. La nostalgia per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 finisce spesso per scontrarsi con alcune eredità scomode, come gli impianti di salto e di bob a Pragelato e Cesana.

A tenere accesi i riflettori su queste due situazioni sono il sindaco e il vicesindaco di Pragelato, Giorgio Merlo e Mauro Maurino. “Che il post olimpico continui ad essere una palla al piede per le varie istituzioni locali e regionali e, soprattutto, per i territori interessati, non c’è dubbio alcuno. Una cattiva gestione ed un disinteresse dei vari enti preposti che, con lo scorrere del tempo, ha contribuito a creare una situazione che, oggettivamente, diventa sempre più inspiegabile ed insopportabile ad oltre 16 anni dalla fine dei giochi olimpici di Torino 2006".

"Ora, però, senza alcuna polemica e senza accuse specifiche e pretestuose nei confronti di chicchessia - aggiungono i due amministratori -, è bene sottolineare con forza che gli impianti sportivi che richiedono interventi definitivi per sanare una ferita ormai aperta da troppo tempo, sono due. E cioè, come tutti sanno, i trampolini di Pragelato e la pista di bob di Cesana Pariol. Due interventi riparatori, seppur massicci ed importanti, che non possono essere separati o disgiunti, pena la messa in discussione della necessità di chiudere definitivamente ed irreversibilmente questo intricato post olimpico. Se si devono fare delle scelte importanti in merito all’utilizzo di determinati impianti in vista delle prossime Olimpiadi invernali di Milano/Cortina del 2026 o di altri grandi eventi internazionali, si deve tenere in considerazione che le cosiddette ‘Valli olimpiche’ devono risolvere sempre 2 problemi e non uno solo. Ovvero, e lo ripetiamo ancora una volta, gli impianti di Pragelato e di Cesana Pariol. Nessuno pensi di fare delle scelte unilaterali o parziali che sarebbero semplicemente ridicole e anche inopportune nonchè nocive".

"Ci auguriamo, infine, che i vari enti preposti alla soluzione definitiva - enti istituzionali, sportivi, di governo e di sottogoverno - affrontino simultaneamente questo problema - concludono -e si chiuda una pagina che non può più essere ulteriormente dilazionata o, peggio ancora, rinviata sine die”.

 

redazione

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