“Stop alle telecamere inutili”. É il motto del flash mob organizzato questo pomeriggio da Fratelli d’Italia in corso Orbassano 422, davanti alla corsia preferenziale dove le multe viaggiano più veloce delle auto. Residenti, motociclisti e consiglieri si sono radunati per protestare contro quello che definiscono un sistema “punitivo” e “ingannevole”, capace di generare oltre 117mila multe in pochi mesi.
L’iniziativa è stata promossa dopo settimane di segnalazioni e sopralluoghi, culminate in una mobilitazione all’incrocio con strada del Portone.
“Solo un deterrente per fare cassa, non sicurezza”
Tra i più determinati a denunciare la situazione, Nico Marinelli, dei Tre Merli Sotto Shock: “Questa telecamera non fa rima con sicurezza stradale. È solo un deterrente per fare soldi, e intanto il traffico qui è diventato ingestibile. La città non può continuare così”.
Accanto a lui Carmelo Scirpoli, motociclista e promotore dell’iniziativa. “La legge è chiara: le moto possono utilizzare le corsie preferenziali se c’è una segnaletica adeguata. Qui la segnaletica è insufficiente, soprattutto per ciclomotori e scooter. Non si può multare chi non ha gli strumenti per capire”.
Macrì (FdI): “Un sistema ingannevole”
A guidare la componente istituzionale della protesta il consigliere FdI della Circoscrizione 2, Vincenzo Macrì, che più volte ha parlato di varco-trappola. “La telecamera è posizionata a ridosso del semaforo e la corsia riservata dura appena 150 metri. Chi arriva da piazza Omero se ne accorge all’ultimo, quando è troppo tardi. Le 160 multe al giorno confermano che il sistema non previene, punisce”.
Alla manifestazione presenti anche il consigliere della 3 Stefano Bolognesi e Maurizio Pedrini.
Cresce il malcontento
Molti partecipanti hanno segnalato che la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata da quando, un mese fa, è stato introdotto anche il limite dei 30 km/h nel tratto. “Prima la telecamera, ora il limite: e tutto perché non ci sono i soldi per riparare le strade”, conclude Macrì.




















