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Economia e lavoro | 20 gennaio 2026, 07:00

AcquistoArte e il pregio delle opere degli artisti torinesi del XIX e XX secolo

AcquistoArte e il pregio delle opere degli artisti torinesi del XIX e XX secolo

L’Italia è probabilmente il Paese che più di ogni altro a livello mondiale, nel corso della storia, è stato in grado di dare vita ad artisti di ogni tipo, caratura e genialità. Le opere realizzate nel corso dei secoli non fanno altro che testimoniare quanto l’arte italiana abbia saputo conquistare il mondo sotto ogni punto di vista.

Una delle epoche più interessanti del panorama artistico nazionale è quella che comprende due secoli fecondi e ricchi di pezzi unici, ovvero il XIX e XX secolo. Non è un caso che alcuni dei più importanti commercianti d’arte presenti sul mercato siano proprio specializzati nella ricerca e nell’acquisto di opere di pittori e scultori appartenuti a tale periodo storico.

AcquistoArte, ad esempio, può vantare una competenza unica nell’ambito del mercato dell’arte dell’Otto e Novecento. Tratta nello specifico i pittori e gli scultori del panorama artistico italiano che si sono meglio espressi proprio durante questi duecento anni.

AcquistoArte e le opere d’arte da valutare e vendere

Nel caso in cui abbiate acquistato, ritrovato o ereditato, magari nell’impolverata soffitta della casa dei vostri nonni, una delle opere di scultori o pittori torinesi delle epoche citate, allora sappiate che AcquistoArte può essere davvero la soluzione giusta per la vendita delle stesse.

La convenienza nell’affidarsi ad AcquistoArte risiede soprattutto nella garanzia di competenza, grazie ad un’esperienza maturata da generazioni nell’acquisto e nella vendita di opere d’arte. Il primo passo è la valutazione dell’opera, in via del tutto gratuita.

Uno sguardo ai pittori e artisti torinesi più ricercati tra ‘800 e ‘900

Se nella vostra collezione ci sono opere di alcuni tra gli artisti che stiamo per trattare, la cosa migliore da fare è contattare AcquistoArte. Richiedete una valutazione gratuita che possa effettivamente darvi la giusta consapevolezza del valore, anche solo potenziale, che avete tra le mani.

Tra gli artisti più attivi nel panorama torinese dell’800 e del ‘900 troviamo senza dubbio Giuseppe Alby e Carlo Pittara: il primo pittore strenuamente legato al capoluogo piemontese, al punto tale da prenderlo da ispirazione per buona parte delle sue opere paesaggistiche, il secondo ricorrente protagonista presso la Promotrice di Torino e le esposizioni milanesi, celebre per le sue pitture di animali.

Da rimarcare anche il valore di Enrico Gamba, specializzato nella pittura di soggetti storici ed autore della celebre opera “I funerali di Tiziano”. Altro pittore che fece le fortune dell’Accademia Albertina fu Andrea Gastaldi, che ebbe il merito anche di istruire una nutrita schiera di allievi, tra cui Giacomo Grosso, il cui successo si intuì fin dagli esordi, grazie all’opera “La cella delle pazze”, in cui emersero i due aspetti predominanti della sua pittura, ovvero un impeccabile descrittivismo e un’intelligenza non comune nella contrapposizione dei colori. Altro allievo della scuola di Gastaldi fu Andrea Tavernier, fine paesista e maestro italiano dell’Art Nouveau, ma le influenze coinvolsero anche Cesare Saccaggi e Carlo Pollonera.

Volgendo lo sguardo verso il Novecento, sono molto ricercate le opere di Felice Casorati, novarese che sperimentò linguaggi audaci, in cui emerse distintamente un essenziale senso cromatico, e che stimolò il principio delle attività del gruppo dei “Sei Pittori di Torino”.

Nella seconda parte del ‘900 spiccano le opere del torinese Alighiero Fabrizio Boetti, uno dei maestri dell’Arte Povera, nonché un artista tra i più acclamati e apprezzati del secolo di cui trattasi. Una protagonista donna del panorama artistico dell’intero Novecento è, invece, Carol Rama: torinese, nata nel 1918, artista autobiografica in grado di seguire varie espressioni e correnti novecentesche, autodidatta, ma che trae una delle sue fonti d’ispirazione proprio in quel Felice Casorati di cui abbiamo parlato poco fa.

Impossibile non conoscere Carlo Levi, uno dei narratori che hanno incastonato il proprio nome dei libri di storia del Novecento. Torinese, scrittore e pittore, soprattutto celebre esponente antifascista, ha raggiunto il successo grazie al romanzo “Cristo si è fermato a Eboli”, ma ha anche prodotto tanti quadri.

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