TITOLO: La grazia
TITOLO ORIGINALE: La grazia
ANNO DI PRODUZIONE: 2025
CASA DI DISTRIBUZIONE: PiperFilm
GENERE: drammatico
PAESE DI PRODUZIONE: Italia
REGIA: Paolo Sorrentino
CAST: Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giovanna Guida, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti, Linda Messerklinger, Vasco Mirandola, Rufin Doh Zeyenouin, Francesco Martino, Alexandra Gottschlich, Guè, Lorenzo Pellegrinetti.
DURATA: 133 minuti
TRAMA
Mariano De Santis, un ormai anziano Presidente della Repubblica alla fine del suo mandato, durante il semestre bianco affronta una crisi morale quando si trova a dover scegliere se concedere la grazia a due persone che hanno commesso un omicidio e se firmare la legge sull'eutanasia.
RECENSIONE
Dopo la terribile caduta narrativa costituita da Parthenope, Paolo Sorrentino riemerge dagli inferi realizzando La Grazia, in cui usa la vita di un Presidente della Repubblica al crepuscolo del suo mandato come metafora dei dilemmi che la vita pone a tutti noi.
Dopo aver raccontato I primi ministri Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi, nei film biografici Il Divo e Loro, questa volta Sorrentino ci racconta Mariano De Santis, un Presidente della Repubblica fittizio che con molta probabilità è ispirato a Oscar Luigi Scalfaro e Sergio Mattarella. Gran parte delle scene ambientate a Roma Sorrentino le ha ricostruite meravigliosamente a Torino, facendo sembrare così che il lungometraggio sia stato girato realmente nella capitale italiana.
Per interpretare il suo Presidente della Repubblica Paolo Sorrentino si è rivolto di nuovo al suo attore feticcio, Toni Servillo, con il quale è giunto ormai alla settima collaborazione. Servillo ci regala un'interpretazione come sempre perfetta, calandosi benissimo nel personaggio del quale riesce a cogliere tutte le complesse sfumature psicologiche che Sorrentino ha creato in sceneggiatura. Sorrentino non è nuovo a realizzare film sulla politica, ma sia Il Divo che Loro si concentravano nel raccontare il punto di vista sorrentiniano su dei precisi momenti storici italiani, mentre invece qui il regista napoletano usa la politica come metafora della vita, concentrandosi maggiormente sui dilemmi dal quale De Santis è posseduto.
La Grazia non è il capolavoro di Paolo Sorrentino, che resta per ora Il divo, ma si annovera tra i suoi film più interessanti. Il duo costituito da Sorrentino e Servillo è davvero infallibile ed è ormai un sodalizio solido a livello internazionale, come quelli costituiti da Scorsese e De Niro e dallo stesso Scorsese con Di Caprio. Sorrentino completa Servillo come attore e Servillo completa Sorrentino come regista e se continuano a regalarci pellicole come La Grazia non resta che augurarci che continuino a lavorare insieme.
Voto: 4,5/5














