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Cronaca | 23 gennaio 2026, 14:10

UniTo chiude Palazzo Nuovo per "ragioni di sicurezza". CUA: "Comportamento vigliacco e autoritario"

La decisione per impedire la festa in programma questa sera, spostata al Manituana

Immagine di Palazzo Nuovo occupato

Immagine di Palazzo Nuovo occupato

Si chiude l'era delle feste a Palazzo Nuovo? Due giorni fa la rettrice di UniTo Cristina Prandi era stata chiara: "Non sono autorizzate, ma non possiamo impedirle", per poi dichiarare che in caso di eventi non autorizzati avrebbe effettuato segnalazione alle autorità. Questa mattina, invece, la prova di forza: il complesso di via Sant'Ottavio resta chiuso sia oggi che domani.

"È stata disposta la chiusura straordinaria di Palazzo Nuovo per ragioni di sicurezza per le giornate di oggi venerdì 23 gennaio e domani sabato 24 gennaio - hanno letto questa mattina sulla email istituzionale gli studenti di Unito - Tutte le attività didattiche, a partire dagli appelli della sessione in corso, sono ricollocate in altre strutture. Si invita a consultare gli appositi applicativi online per conoscere le aule assegnate negli immobili adiacenti a Palazzo Nuovo". Il messaggio è anche apparso nelle homepage dei Dipartimenti di Filosofia, Storia e di Studi Umanistici.

I problemi

La difficoltà nell'impedire le feste stava proprio nell'impossibilità di fare uscire gli studenti che, al momento della chiusura, rimanevano dentro la struttura. Per questo la nuova rettrice ha intrapreso un'azione di informazione e sensibilizzazione verso genitori, presidi e insegnanti delle scuole superiori, per ricordare che le feste dentro Palazzo Nuovo non sono autorizzate per motivi di sicurezza degli spazi.

Collettivo sulle barricate

Non ci stanno gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo (CAU), vicino a Askatasuna, che proprio a sostegno del centro sociale sgomberato aveva organizzato la serata in questione, spostata da Palazzo Nuovo al Manituana. "Riteniamo - scrivono in una nota - quello della rettrice un comportamento vigliacco, autoritario e inutilmente allarmista. Succube delle intimidazioni della Questura che cerca in ogni modo di montare casi mediatici dal nulla e di esercitare la propria influenza su tutte le emanazioni istituzionali della città. Certamente questo modo di affrontare le dinamiche interne all'Università denota la mancanza di quei principi di dialogo di cui la neo insediata dirigenza si fa pregio ogni volta che ne ha l'occasione".

"Il nostro obiettivo è ricostruire un rapporto di fiducia con le comunità studentesche che vivono queste manifestazioni e abbassare livello di agitazione" aveva dichiarato proprio due giorni fa il prorettore Gianluca Cuniberti. Vedremo se le posizioni di oggi interromperanno questo processo, iniziato in occasione dell'assemblea di Askatasuna del 17 gennaio.

Francesco Capuano

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