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Politica | 26 gennaio 2026, 17:07

Dopo la bocciatura, domani nuovo parere dei revisori sui conti della Regione. La minoranza incalza: "Servizi a rischio"

Centrosinistra e M5S presentano diverse proposte: sgravi per chi apre negozi in zone difficili, ma anche più soldi per le borse di studio dei medici della mutua

Dopo la bocciatura di inizio dicembre, domani arriverà il parere richiesto ai nuovi revisori dei Conti sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Piemonte, in discussione da oggi a Palazzo Lascaris. La scorsa settimana è emerso come il Collegio ad ottobre abbia cassato il documento finanziario: una nota, come denunciato dalla minoranza, che la giunta Cirio non avrebbe allegato agli atti trasmessi ai consiglieri perché negativo.

Tronzano: "Nessun punto interrogativo"

E' stato così chiesto un secondo parere a dei nuovi revisori dei Conti, che arriverà domani. Ma intanto l'assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano difende con forza l'atto finanziario, all'esame del Consiglio Regionale nel corso di una mini-maratona che ha preso il via questa mattina, su cui la minoranza ha presentato circa 600 emendamenti. "Non c'è - chiarisce - nessun punto interrogativo".

Trattiva con le banche

Ma al momento le cifre non sono tutte definite. Perchè la Regione ha avviato una trattativa con le banche per ottenere una dilazione delle rate dei mutui. Una possibilità concessa agli enti locali: così il Grattacielo ha dato il via ad una discussione con Intesa Sanpaolo, Dexia e Cassa Depositi e Prestiti: in ballo ci sono più di cento milioni di euro.

Il secondo punto interrogativo è legato alla sanità: in primavera arriveranno i dati sul disavanzo delle Asl nel 2025 e si conoscerà il riparto fra le regioni delle risorse aggiuntive stanziate dal Governo. La minoranza chiede però fin da subito dati certi. "L'equilibrio - commentano le capogruppo Gianna Pentenero (PD), Sarah Disabato (M5S), Alice Ravinale (AVS), Vittoria Nallo (SUE) - non è certificato e siamo preoccupati dal parere negativo espresso dai revisori: i numeri cambiano. Il rischio concreto è non garantire i servizi ai cittadini, che sono già messi a dura prova". 

Più soldi agli specializzandi di medicina generale

Centrosinistra e pentastellati vogliono poi far sentire la loro voce, tramite i 600 emendamenti presentati. Tra questi ci sono quelli della capogruppo Pd Gianna Pentenero, che propone di aggiungere un milione di euro nel 2026, 2027 e 2028 per aumentare le borse di studio per i medici di base. Al momento infatti gli specializzandi che vogliono diventare dottori della mutua ricevono un sostegno economico inferiore rispetto ai colleghi che frequentano altre specializzazioni.

Sempre in campo medico, la dem chiede che la Regione compartecipi al 50% alle terapie sanitarie per chi ha un'obesità grave ed un Isee inferiore a 10.500 euro: in Piemonte la platea è di 7mila pazienti.

Le proposte di AVS

La capogruppo regionale di AVS Alice Ravinale propone invece di coprire l'iscrizione al servizio sanitario degli stranieri in carico al Sociale, come da recente sentenza sul tribunale di Torino. La collega Giulia Marro chiede invece più risorse per fronteggiare l'emergenza crack e per i mediatori culturali, mentre Valentina Cera l'istituzione di un fondo di rimborso delle calzature ortopediche come previsto dai LEA, oltre al rafforzamento dei percorsi multidisciplinari per le persone portatrici di mutazione BRCA.

Sgravi a chi apre un negozio nelle zone rosse

Il M5S ha depositato invece una quindicina di emendamenti legati al tema sicurezza. Dalla richiesta di avere più vigilantes nelle stazioni ferroviarie del Piemonte, alla concessione di sgravi per chi apre un negozio in zone rosse ed aree difficili della città come Barriera di Milano, sino a più fondi per riqualificare le caserme.

Ristori per i commercianti

Per quanto riguarda la maggioranza il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca, a nome anche della collega della Circoscrizione 7 Daniela Rodia, chiede che la Regione stanzi ristori per i commercianti di Vanchiglia, che hanno vissuto disagi per i disordini post sgombero di Askatasuna.

Cinzia Gatti

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