Politica | 27 gennaio 2026, 09:55

Stellantis investe in Algeria, Lo Russo: "Più conveniente produrre là. Italia deve sostenere industria"

Dopo i sindacati, anche il primo cittadino è preoccupato: "Nel nostro Paese costi di produzione troppo alti"

Primo cittadino preoccupato: "Nel nostro Paese costi di produzione troppo alti"

Primo cittadino preoccupato: "Nel nostro Paese costi di produzione troppo alti"

"Stellantis va in Algeria perchè il Governo locale evidentemente crea delle condizioni molto più convenienti per produrre lì: credo che questo debba far riflettere". Il sindaco Stefano Lo Russo interviene così ai microfoni di To-Radio, alla vigilia dell'incontro del 2 febbraio. Quel giorno Stellantis incontrerà le aziende della filiera locale di componentistica auto per raccontare le prospettive presenti nella zona del nord Africa, dove il Gruppo punta a produrre sei nuovi modelli e realizzare - proprio dal 2026 - qualcosa come 90mila vetture all'anno.

"Italia deve avere strategia industriale chiara"

Non solo una finestra aperta su nuove prospettive, ma - secondo  i sindacati- un vero e proprio tentativo di "scippo" delle produzioni dalla terra sabauda, destinazione Sud. Oltre a una chiara indicazione sulla direzione che potrebbero prendere gli investimenti "veri", quelli pesanti. A dirsi preoccupato anche il primo cittadino, che ha detto: "L'Italia deve dotarsi di una strategia industriale chiara: questo territorio ha l'esigenza di avere iniziative di finanziamento e di sostegno all'industrializzazione".  

"Costi di produzione troppo alti"

Uno dei nodi critici, per il sindaco, sono i costi di produzione: dal caro energia, agli aumenti dei materiale.  "In Italia - ha chiarito - il costo dell'energia è il più alto dell'Unione europea, il 30%  in più di quello che costa in Spagna: questo vuol dire praticamente che costa 800/mille euro in meno produrre lo stesso modello di auto.  Come paese occorre capire che serve un cambio di passo radicale: occorre definire una strategia industriale molto rapidamente, che consenta a chi vuole fare impresa di rimanere. Altrimenti in un mondo globalizzato, quello che sta capitando continuerà a capitare e noi avremo una de-industrializzazione di questo territorio: una crisi strutturale nel settore dell'automotive".

Una dinamica che, per Lo Russo, va "affrontata con un approccio istituzionale e collaborativo: questo è un tema centrale di questo territorio, sia nel presente ma anche nel futuro".

Aumentano le acquisizioni dall'estero

Altra questione sono le acquisizioni di imprese del settore industriale torinese, da parte di soggetti che arrivano dall'estero: un trend in crescita. "Da un lato - ha osservato il sindaco - sono segnali della bontà del nostro comparto industriale. Dall'altro però devono far riflettere: l'acquisizione di società, in particolar modo del settore industriale da parte di multinazionali estere, è comunque un segno che dimostra che ci sia esigenza di politiche pubbliche industriali in Italia. E io spero e auspico che questo elemento venga raccolto con un approccio costruttivo anche dal Governo".

Cinzia Gatti

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