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Economia e lavoro | 22 gennaio 2026, 10:06

De Palma (Fiom) dice basta: "Mirafiori è stata spolpata e adesso a Torino si promuovono le semi schiavitù di certi Paesi"

Il segretario generale nazionale dei metalmeccanici Cgil ospite in città per l'Assemblea delle Assemblee. Riflettori su Stellantis ("Abbiamo dato tempo a Filosa, ora agisca con un piano industriale"), ma anche su Iveco. "Il ministro Urso parla di Made in Italy, ma le nostre aziende vengono comprate dagli indiani". "Serve un tavolo con il Governo per la città"

Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil, ospite a Torino

Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil, ospite a Torino

"Stellantis, Cnh, ma anche ex Ilva. E' urgente la convocazione di un tavolo in Regione per l'emergenza Torino, alla presenza della Regione, ma anche del Governo". Così Michele De Palma, segretario generale nazionale di Fiom, che questa mattina ha partecipato a Torino all’Assemblea delle Assemblee dei metalmeccanici Cgil del Piemonte presso la Sala "Pia Lai" della Cgil,  in via Pedrotti 5. "Esiste un'emergenza di cui si devono fare carico le istituzioni locali, ma non solo loro. Anche l'esecutivo deve intervenire: non si può andare avanti con un'azienda che, ogni giorno, dichiara l'adozione di ammortizzatori sociali o, peggio, la chiusura".

L’assemblea è stato un momento di confronto per discutere dei contenuti dell’ipotesi di accordo raggiunta lo scorso dicembre per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici, che sarà sottoposta a referendum entro febbraio, ma anche per fare il punto e rilanciare l’attività in vista della complicata situazione industriale del territorio, a partire dall’aumento  della cassa integrazione e le questioni legate a Stellantis, Iveco e dell'automotive in generale.

"Mirafiori spolpata"

"Mirafiori è stata spolpata nel corso di questi anni - prosegue - non basta un modello ibrido a compensare la spogliazione che si è effettuata in questi anni. Vogliamo un'altra linea di produzione, solo allora festeggeremo, perché nel frattempo si è persa occupazione e attività di ricerca e sviluppo. Serve un piano industriale che riguardi l'intero Paese, compreso lo stabilimento di Torino. Per competere con la concorrenza asiatica, è necessario fare ricerca. E ci sono le competenze per farlo, anche nella filiera".

Proprio su Stellantis, De Palma ha ricordato come "con il ministro Urso si era dichiarato il traguardo della produzione di un milione di vetture all'anno, mentre ora lo stesso Gruppo cerca di convincere i componentisti a delocalizzare addirittura al di fuori dell'Europa e al di là del Mediterraneo. Peraltro promuovendo un sistema di semi-schiavitù dal punto di vista dell'ambiente e dei lavoratori. Io non sono nazionalista, ma un Governo che si definisce tale dovrebbe intervenire in questa situazione". Il riferimento è all'incontro che si terrà il prossimo 2 febbraio, proprio a Torino, tra la casa produttrice di automobili e l'indotto per illustrare le prospettive di crescita in Algeria. "La situazione va affrontata immediatamente, con il sindaco di Torino, il Governo e le forze sociali, ma anche il sistema delle imprese".

"Filosa, tempo scaduto"

L'appello viene rivolto alle stesse aziende della filiera. "Non possono più rimanere ferme. Bisogna che le forze produttive di questa città impongano un cambio di passo. Bisogna mettere in fila i rapporti istituzionali, ma anche fare assumere delle responsabilità a Stellantis, in termini produttivi, occupazionali e di ricerca e sviluppo. Abbiamo dato tempo all'ad Filosa il tempo per prendere in mano la situazione, ma adesso è tempo di agire e di presentare un piano industriale concreto".

Sull'ipotesi di una minicar a Mirafiori, "non è una fascinazione, ma deve essere un pezzo della mobilità del futuro: in città congestionate dal traffico abbiamo bisogno di due soluzioni. Migliorare il trasporto pubblico con autobus elettrici prodotti in Italia, ma anche la produzione di minicar (come dimostra la sperimentazione fatta in Giappone) per occupare meno spazio e migliorare la vita delle persone. Andare avanti con auto di grandi dimensioni occupa spazio e aumenta i consumi. La soluzione non sono i Suv, ma le macchine per il popolo, che si possono permettere le stesse persone che le producono".

Iveco e produttori stranieri

A proposito di gruppi provenienti da Est, poi, "se c'è un investitore straniero che vuole venire a produrre a Torino, siamo favorevoli. Ma ci deve essere garanzia di investimenti, know-how e partecipazione pubblica, come è successo in passato nei Paesi emergenti con le multinazionali americane".

Su Iveco, "siamo al ribaltamento della definizione che Urso ha voluto dare al suo ministero. Altro che made in Italy, qui procede il meccanismo di spogliazione del sistema industriale: dall'opposizione Urso criticò la cessione di Marelli, ma ora Iveco viene venduta agli indiani di Tata. Andrebbe garantita una quota in equity del Governo italiano per assecondare il futuro produttivo e di ricerca e sviluppo sul nostro territorio, così come il sistema della componentistica".

Grimaldi: "Piano perfetto per Torino, ma è per Tafaroui"

Su Stellantis è tornato anche Marco Grimaldi, vicecapogruppo alla Camera di Avs. “Per un attimo, leggendo del Piano del Gruppo, ho pensato che riguardasse l’Italia e la mia città. 90mila vetture in un anno sono proprio ciò che potrebbe essere utile per Mirafiori, che ha chiuso l’anno al -65% di produzione, 25mila vetture, il peggior record di sempre. Invece non si parla di Mirafiori, ma di Tafaroui, in Algeria. Lo stesso Paese in cui il 2 febbraio Stellantis inviterà anche le imprese dell’indotto torinese a trasferirsi. Una beffa nella beffa. Durante gli anni di questo governo, l’ex Fiat non ha smesso di produrre modelli elettrici, ha solo deciso di farlo all’estero. Gli impianti Stellantis italiani funzionano al 35% della loro capacità e, a parte la 500 elettrica ai Mirafiori e la Compass a Melfi, su Cassino non c’è nulla, nulla si sa della gigafactory di Termoli, nulla del destino di Pomigliano, mentre per Mirafiori c’è solo cassa integrazione. Di fronte a tutto questo, a 41milioni di vetture, le più vecchie del continente, con la più alta densità, 700 auto ogni 1000 abitanti, il Governo Meloni continua a difendere il fossile e il motore endotermico, un modello in coma irreversibile ben prima dell’invasione di altri mercati. Elkann ha venduto Marelli, Comau, Iveco, il Gruppo Gedi, ma mai c’è stato un sussulto di dignità. Succubi e subalterni, altro che patrioti” .
 

Daniele Caponnetto e Massimiliano Sciullo

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