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Eventi | 28 gennaio 2026, 10:26

Visita guidata alla scoperta de Le Rosine, il luogo dove le ragazze imparavano ad essere indipendenti

Il primo appuntamento domenica 1° febbraio

Visita guidata alla scoperta de Le Rosine, il luogo dove le ragazze imparavano ad essere indipendenti

Un gioiello poco conosciuto nel cuore di Torino apre le sue porte al pubblico: il Polo Artistico Culturale Le Rosine propone, dal 1° febbraio, un ciclo di visite guidate che permettono di scoprire da vicino uno dei complessi più interessanti del centro storico della città.

L’iniziativa celebra i 270 anni della Fondazione dell'Istituto all'interno dell'edificio donato da re Carlo Emanuele III a Rosa Govone perchè portasse avanti la sua opera anche a Torino. Nel 1756 il re affidò alle Rosine l’edificio dell’antico Ospedale San Giovanni di Dio, trasformandolo nella Casa Madre delle Rosine in Piemonte, dove donne e fanciulle venivano accolte per ricevere un'educazione, imparare un mestiere ed essere così persone indipendenti. "Vivrai dell'opera delle tue mani" questo è il motto delle Rosine e le parole chiave che da 270 anni guidano la comunità sono: preghiera, lavoro, carità e indipendenza.

Le visite guidate, che prendono il via domenica 1° febbraio alle ore 10.30 e continuano con un fitto calendario di appuntamenti nei prossimi mesi, diventano il filo rosso di questo anniversario, per camminare tra passato e presente, conoscere luoghi e storie e riscoprire il valore dell’educazione, della cultura e dell’emancipazione femminile.

Gli appuntamenti, a cura dell’architetto Paolo Sorrenti in collaborazione con CulturalWay, offriranno a tutti la possibilità di scoprire la storia di Rosa Govone e della comunità delle Rosine: i visitatori potranno esplorare le sale storiche, la chiesa, il colonnato, il refettorio, il giardino e molti altri spazi in cui le ragazze imparavano mestieri, ricevevano istruzione e coltivavano spiritualità e autonomia.

Tra i luoghi storici da riscoprire c’è anche l’antica Farmacia, donata nel 1796 da Maria Clotilde di Borbone, moglie di Carlo Emanuele IV, che migliorò la struttura della specieria preesistente. Oggi la Farmacia, vero gioiello settecentesco, necessita di restauro: quest’anno viene avviata una raccolta fondi dedicata al suo recupero.

 

 

comunicato stampa

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