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S. Rita / Mirafiori | 01 febbraio 2026, 17:55

Biodiversità a Mirafiori sud, al parco Sangone arriva una casa per le rane

Orti urbani diventano microhabitat per anfibi grazie al progetto di Maurilio Pavese

Piccoli habitat per anfibi e rane

Piccoli habitat per anfibi e rane

Nei orti urbani del parco Sangone, in strada Castello di Mirafiori, sta per prendere vita il progetto “La Casa delle Rane”, ideato dall'ortolano Maurilio Pavese. L'obiettivo è favorire la biodiversità e la tutela degli anfibi autoctoni in città. L’iniziativa si inserisce nel Piano Strategico dell’Infrastruttura Verde della Città di Torino, che individua i corsi d’acqua e le fasce perifluviali come zone ecologiche strategiche da preservare e valorizzare.

Piccoli habitat per anfibi e piante

Il progetto prevede l’installazione di mini-pond, cioè piccoli stagni realizzati con mastelloni per edilizia trasformati in ecosistemi acquatici, ottimizzati per ospitare rane e altri anfibi. Gli impianti, semplici ed economici, consentono di distribuire acqua regolarmente tramite gocciolatoi e timer automatici, mantenendo un microclima umido favorevole sia alle rane sia alle coltivazioni degli orti.

L’area ospiterà 5 mini-pond, distribuiti tra gli orti numero 89 e 90, con rifugi naturali, pietre, tronchetti e piante acquatiche per garantire sicurezza e comfort agli anfibi. La progettazione tiene conto anche della gestione sostenibile dell’acqua, evitando ristagni e utilizzando eventuali eccedenze per irrigare le piante circostanti.

Vantaggi per l’ambiente e per chi coltiva

Le rane, spesso sottovalutate, rappresentano preziose alleate degli ortolani: si nutrono di insetti, lumache e larve nocive, riducendo la necessità di pesticidi chimici. E poi la loro presenza segnala un habitat sano e poco inquinato. Inoltre aumentano la varietà di specie e la stabilità dell’ecosistema. Senza contare che osservare gli anfibi è un’occasione didattica per bambini e adulti.

Un progetto partecipativo e replicabile

“La Casa delle Rane” non è solo ecologia: è anche rete di collaborazione tra ortolani, che partecipano a monitoraggio, cura degli habitat e raccolta dati. L’iniziativa, già sperimentata nella primavera 2025 con due mini-pond pilota, punta a diventare replicabile in altri orti urbani, diffondendo buone pratiche di tutela della fauna selvatica.

Il progetto prevede monitoraggio regolare, documentazione fotografica e raccolta di segnalazioni da parte della comunità, così da garantire un impatto duraturo e misurabile. I mini-pond sono progettati per durare almeno 5 anni senza interventi straordinari, con manutenzione ordinaria affidata agli ortolani e all’associazione promotrice.

Philippe Versienti

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