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Eventi | 09 febbraio 2026, 06:57

A Ivrea penultima di Carnevale sotto la grandine: freddo e chicchi di ghiaccio al posto delle arance

Il maltempo non ha scoraggiato i partecipanti (quasi 8000 persone) che si erano ritrovati con un cielo inizialmente sereno e temperature miti

Grandine sul carnevale di Ivrea

Grandine sul carnevale di Ivrea

Penultima di Carnevale sotto la grandine. È qui che forte e unito si è visto, ancora una volta, il popolo del Carnevale. È qui che si è manifestato lo spirito del Carnevale: una città che si fa ancora più unita e forte nell’avversità inaspettata, per accompagnare e sostenere la propria festa. La comunità del Carnevale.

La Penultima domenica di Carnevale si è conclusa con un’affluenza straordinaria di pubblico, che ha invaso le strade cittadine fin dal mattino. Circa ottomila persone si sono alternate nel corso degli eventi, attratte da un ricco programma di appuntamenti, sotto un cielo inizialmente sereno e con temperature miti.

Un cielo sereno che, nel pomeriggio, alla seconda alzata, si è improvvisamente fatto buio, portando con sé una pioggia di ghiaccioun evento mai visto negli annali del Carnevale. Incessante per oltre un’ora. Ed è proprio qui che lo spirito del Carnevale si è mostrato più forte che mai.

Il Corteo ha sfilato orgoglioso e imperturbabile sotto i chicchi di ghiaccio. Alcune Componenti protette da leggeri impermeabili, altre – come pifferi e tamburi – imperterrite nel suonare con fierezza per mantenere viva l’atmosfera, senza alcuna protezione. Tra loro, i piccoli Abbà, protagonisti del pomeriggio: felici e al tempo stesso un po’ spaesati di fronte a un clima straordinariamente insolito, protetti dalle loro mantelle. Una giornata che resterà impressa nella memoria.

Forte e unito è stato anche il supporto degli eporediesi che non hanno dato forfait: al contrario, si sono stretti l’un l’altro, cercando rifugi di fortuna tra un momento ufficiale e l’altro, accompagnando il Corteo, tappa dopo tappa, fino a quando il sereno è finalmente tornato.

Carnevale, a Ivrea, è questo: sotto una pioggia gelida e insolita, un piffero improvvisa una danza a due in corso Cavour accompagnato dal suono dei compagni mentre attendono che il corteo si riformi per dirigersi verso l’alzata successiva; gli alfieri avanzano sicuri, guidati da Cristina Mazzola che applaude i suoi e la folla, una folla che ricambia e non molla; è l’affresco delle picche in piazza di Città, appena realizzato, che in parte scivola via creando un fiume di colori sotto il Corteo che sfila. E poi c’è il Generale, nel giorno del suo compleanno, che saluta e scruta la folla cercando di ricambiare ogni singolo richiamo, ogni sguardo: fiero del ruolo, ma capace di trasmettere calore e gratitudine con ogni gesto. Infine, ci sono i volontari che, inermi sotto l’acqua e il ghiaccio ma instancabili, hanno proseguito come sempre affinché la festa potesse svolgersi pienamente, senza esitazioni, per la Città.

Ma torniamo all’inizio della giornata.

Come ogni anno, la manifestazione è iniziata con le lunghe file davanti alle fagiolate rionali di Montenavale, Torre Balfredo, Santi Pietro e Donato e Cuj dij Vigne (50 anni quest’anno) , che sin dalla sera precedente hanno lavorato senza sosta per preparare i tradizionali fagioli grassi. Un piatto che, come sempre, ha riunito la comunità in un’atmosfera di collaborazione e festosa convivialità, caratterizzata da quello spirito di comunità rionale che le distingue.

Durante la notte i volontari si sono avvicendati per mantenere accesi i fuochi: chiacchiere, storie, ore lunghe. Tradizioni di famiglia, di amici, di quartiere che si tramandano da generazioni, quest’anno arricchite dal “Passaporto delle Fagiolate” a certificare, se ce ne fosse bisogno, lo spirito di partecipazione e fedeltà del popolo del Carnevale.

La mattinata è stata splendida, carica di energia e trepidazione. Un’energia palpabile attraversava corso Massimo d’Azeglio mentre, uno dopo l’altro, i carri si allineavano in attesa del via. Sono stati i protagonisti assoluti della mattinata, schierati in tutta la loro bellezza, carichi di allegria, amicizia e pronti a sfilare dopo un anno di attesa.

Un momento che dà il là a tutto: tra pochi giorni saranno in Battaglia, protagonisti insieme alle nove squadre di aranceri a piedi di quello spettacolo unico al mondo che è la Battaglia delle Arance.

Via Palestro, piazza di Città e il Lungo Dora erano gremiti di gente: amici, famiglie, tutti radunati come sempre per stare insieme e vivere queste giornate di Carnevale. A partire dalle 9.30, i carri si sono schierati lungo corso Massimo d’Azeglio, pronti a sfoggiare magnifici finimenti e sponde accuratamente dipinte, in una sfilata che ha colorato il centro cittadino di coriandoli e bandiere fino a piazza del Rondolino.
Qui, le giurie “Cavalli, Finimenti e Guida” e “Allestimento e Design” li hanno accolti per una valutazione accurata, fondamentale per determinare i punteggi validi per la classifica finale dei Carri da Getto.

La giuria Allestimento e Design, formata da Guido Giono, Joey Guidone e Ivan Nikodimovich, ha commentato:
«I carri da getto stanno diventando nel tempo sempre più elementi distintivi nel trasmettere la storia del nostro Carnevale, adottando il compito di essere tramite tra l’anima del Carnevale, che ogni partecipante conserva in sé, e lo spettatore che ne viene affascinato. La valutazione del design e dell’immagine assume in tal senso un ruolo fondamentale per conservare e trasmettere i valori e il pregio che rendono unico il nostro Carnevale. La nostra valutazione si muove all’interno dei parametri legati all’efficacia di questa narrazione: composizione grafica, contestualizzazione storica e geografica, impatto visivo e originalità».

La giuria Cavalli, Finimenti e Guida – giudici nazionali e internazionali abilitati FISE e AIAT nei settori attacchi, tradizione ed eleganza – formata da Lorenzo Gatti, Fabrizio Canali ed Enrique Moran Duran, si è espressa con passione. Fabrizio Canali: «Buona la prima, per questa giornata del Carnevale dedicata alla presentazione dei carri da getto ad Ivrea, con un timido sole primaverile che ha fatto brillare gli argenti dei finimenti dei nobili destrieri. Cinquantuno equipaggi sono passati in esame sotto l’occhio attento dei tre qualificati giudici, Lorenzo Gatti, Fabrizio Canali ed Enrique Moran Duran, giunto appositamente dall’estero per conoscere questa peculiarità tutta eporediese. Anno dopo anno il livello qualitativo è in continuo crescendo, grazie al grande impegno dei “cavallanti”, che mette anche il collegio giudicante in seria difficoltà per le valutazioni, data la presenza di imperfezioni minime che testimoniano l’elevato grado di conoscenza ed esperienza dei capicarro. Ma siamo a Carnevale: ben vengano pennacchi dai colori sgargianti, code e criniere intrecciate con raffia e fiori, il magico tintinnio dei campanelli e delle sonagliere. Un’usanza antica che riprende forma, come riportato nella “Gazzetta della Repubblica” del 1884. È “Carnovale e tutto vale!”».

Lorenzo Gatti: «Sono onorato di essere stato convocato anche per questa edizione 2026. La mia presenza nella terna giudicante risale a dieci anni fa e, con qualche intervallo negli anni, questo è il mio quinto Carnevale. In questa prima giornata è stato bello rivedere i responsabili della Fondazione che avevo conosciuto nelle scorse edizioni. Costruttivo l’incontro avuto con la terna dei giudici che valutano il carro nel suo aspetto storico e scenografico: seppur con competenze diverse, l’obiettivo comune è il benessere dei cavalli e la sicurezza dei partecipanti e del pubblico, di quella che è una manifestazione unica nel panorama mondiale dei cavalli da carrozza. Ho scoperto che la digitalizzazione è ora parte dello “Storico Carnevale”, con la presenza del tablet per i punteggi dei carri: credo che sia un valido strumento che facilita il lavoro di molti, in primis noi giudici.

A chiudere Enrique Moran Duran: «È stata un esperienza fantastica, ringrazio la Fondazione per avermi invitato, ho visto una presentazione spettacolare che mi ha ammaliato».

Impeccabile il commento della mattinata, affidato per il secondo anno a Chiara Caponetti, coadiuvata da due insostituibili volontarie, capace di combinare esperienza, conoscenza tecnica e coinvolgimento del pubblico senza mai cadere nella ripetitività. Un plauso anche al veterinario Marco Grosso, con alcuni suoi collaboratori, che ha operato con grande professionalità e precisione in questa giornata di festa.

In piazza Ottinetti, il suono della band delle Pantere ha riempito di energia tutta la piazza, indipendentemente dalla casacca. I banchetti delle squadre di aranceri sono stati un continuo via vai di persone: abbracci, saluti, brindisi al Carnevale. Il tradizionale mercatino degli aranceri ha animato la piazza con colori, suoni e allegria, rafforzando il senso di appartenenzaAmicizia, comunità, partecipazione e condivisione hanno attraversato l’intera manifestazione.

Dopo la parata, si è svolta la Riappacificazione tra i rioni di San Maurizio e Borghetto, momento simbolico di grande significato. Come recita il Libro dei Verbali: «un giorno la pace fu suggellata grazie alla saggezza delle donne eporediesi». Nel pomeriggio, le Alzate degli Abbà hanno preso il centro della scena. I giovani Priori, emozionati, sono stati accolti con grande partecipazione dalla piazza. Una giornata che ricorderanno per sempre, piccoli e famiglie, in un Carnevale che – a memoria d’uomo – nessuno ricorda segnato da una pioggia ghiacciata. Viola Rossi per San Grato, Margherita Ganio per San Maurizio, Allegra Maria Bergantin per Sant’Ulderico, Lea Bessolo per San Lorenzo e Chiara Perotta per San Salvatore. Emozionante vedere i genitori scendere, mano nella mano, in piazza - nel cuore pulsante del Carnevale - per vedere i propri figli durante il momento dell’Alzata.

La manifestazione si è conclusa con un altro momento autentico e carico di significato: la Generala e la Canzone del Carnevale, eseguite in piazza, con il popolo e per il popolo. Ancora una volta, condivisione.
E con un inedito fuori programma: un “tanti auguri Generale”, intonato da Stato Maggiore, Pifferi e da tutta la piazza gremita per il capo della Festa, Mario Livio Gusta.

Ora l’attesa cresce. Il Carnevale entra nel vivo.

comunicato stampa

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