L'Unione Montana Valle Susa, con i comuni di Avigliana, Caselette e Sant'Ambrogio di Torino, esprime una forte preoccupazione in relazione al progetto definitivo di nuova linea ferroviaria da Avigliana allo scalo di Orbassano presentato da RFI.
Nel corso della conferenza di servizi svoltasi ieri mattina presso la sede di Città Metropolitana di Torino i sindaci hanno segnalato le notevoli criticità che emergono dal progetto attuale. In primis per le sue importanti carenze per quanto concerne gli approfondimenti tecnici e ambientali che erano stati già richiesti dal Ministero dell'Ambiente, già 13 anni fa in sede di valutazione del progetto preliminare.
Si rende quindi ineludibile un intervento di Regione Piemonte (unico ente locale a cui compete un parere vincolante) affinché sia posta la massima attenzione nella VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera che, diversamente, rischia di essere declassata a mero adempimento amministrativo senza il dovuto coinvolgimento dei territori.
L'Unione Montana Valle Susa, i comuni di Avigliana, Caselette e Sant'Ambrogio di Torino chiedono pertanto alla Regione Piemonte di convocare una sua conferenza di servizi, avvalendosi della facoltà presente nella legislazione VIA regionale.
Come sottolineato anche da Città Metropolitana di Torino, le motivazioni addotte per la realizzazione dell'opera riguardano esigenze di traporto ferroviario (modello di esercizio) stimate quasi vent'anni fa e che devono essere aggiornate all'attuale stato del servizio ferroviario metropolitano, evolutosi in termini fortemente differenti da quanto indicato nel progetto di RFI.
Sono anche altri i profili molto critici a preoccupare i territori come il consumo di suolo estremamente rilevante (pari a circa 1,2 milioni di metri quadrati di cui più della metà espropriati definitivamente) che va a discapito delle attività agricole locali. Inoltre gli enormi volumi di detriti di scavo e materiali da costruzione da movimentare, con centinaia di mezzi di cantiere al giorno che interferiscono con la già critica viabilità di tutta la zona ovest, in particolare nel centro di Avigliana.
Il rischio idrico del progetto è poi potenzialmente molto elevato. I forti consumi di acqua dei cantieri rischiano di depauperare le falde o gli acquedotti locali. Inoltre RFI prevede di riversare gli scarichi nei canali irrigui utilizzati dalle coltivazioni agricole della zona. L'effetto più pesante è però sulle risorse di acqua potabile: 7 campi pozzi sono fortemente impattati dal progetto, tra questi alcuni alimentano l'acquedotto di Torino. Smat ha già quantificato in 50 milioni di euro il costo per lo spostamento dei pozzi interferiti. RFI, inoltre, vorrebbe scavare tra Rivoli e Avigliana 8 km di doppia galleria, con il rischio di compromissione permanente del delicatissimo equilibrio delle acque dentro la Collina Morenica.
L'ipotesi di realizzazione della Avigliana-Orbassano ha un costo stimato di 3 miliardi di euro, ma RFI ha dichiarato che gli stanziamenti statali ne coprono meno del 30%. Si tratta di fondi pubblici che rischiano di restare congelati e sottratti al finanziamento di infrastrutture urgenti per il trasporto pubblico locale, quale la Metropolitana di Torino (completamento cantieri linea 1 in corso Francia e costruzione linea 2), mentre appare chiaro che a oggi la restante parte dei finanziamenti non è individuata.
Si tratta di un aspetto tutt'altro da trascurare, posto che i vincoli urbanistici conseguenti all'approvazione del progetto definitivo sarebbero, anche in assenza di risorse, immediatamente esecutivi e vincolanti a tempo indeterminato limitando così le politiche urbanistiche di iniziativa, non solo pubblica, ma anche privata, con un pericolo concreto di paralisi sullo sviluppo strategico dei territori.














