Prima l’affondo di Fratelli d’Italia, poi la controreplica della sinistra. In Circoscrizione 7 continua a tenere banco il futuro dei locali dell'ex Itis Baldracco di corso Ciriè, oggi trasformati in spazio Neruda.
FdI: “Il museo si faccia dove sono i macchinari”
"Non siamo più di fronte a una "semplice" occupazione abusiva, per quanto già di per sé grave, ma a una vera e propria emergenza di salute pubblica" queste le parole pronunciate dal capogruppo di Fdi, Patrizia Alessi, autrice di un ordine del giorno firmato anche dai consiglieri Francesco Caria e Domenico Giovannini. Nel mirino anche Askatasuna.
"Da circa un decennio, la gestione delle famiglie occupanti - ha aggiunto la consigliera -. è riconducibile al collettivo "Prendo Casa", legato al centro sociale di corso Regina. L’assenza di un censimento dei residenti rende impossibile monitorare e gestire adeguatamente i profili sanitari, con particolare riferimento ai recenti focolai e alle recidive di Tubercolosi. È tempo di superare ogni ambiguità: la gestione delle fragilità sociali non può essere delegata ad antagonisti, ma deve tornare in capo all'Amministrazione Comunale".
Una posizione che si inserisce in un quadro più ampio di richieste di legalità e sgomberi, alla luce delle tensioni legate anche alla presenza di persone che vivono nell’area.
La replica di Sinistra Ecologista: “Nessuna nuova esplosione”
Durissima la controffensiva di Sinistra Ecologista, con Ilaria Genovese e Giuseppe Piras che parlano di “ennesimo caso di sciacallaggio politico da parte della destra torinese”.
Nel mirino la narrazione di una presunta “nuova esplosione” di tubercolosi. “Si tratta di una recidiva già in monitoraggio e presa in carico”, precisano. Ogni anno a Torino vengono identificati tra i 5 e gli 8 casi di infezione, numeri che - sottolineano - rientrano nella gestione ordinaria del sistema sanitario.
“Usare la tubercolosi per generare allarme e cavalcare l’onda degli sgomberi è indegno”, attaccano, ricordando che la competenza sanitaria è regionale. “La Regione copre le proprie inefficienze con il rumore. La sicurezza sanitaria si fa con servizi forti, non con gli sgomberi”. Accuse rispedite al mittente dalla consigliera della Lega, Daniela Rodia, che ha parlato di “accuse vergognose da una certa frangia della sinistra”, aggiungendo: “Continuate a non voler rispettare le regole”.
Deri: "Un percorso simile all'ex Moi"
Parallelamente si è riacceso il dibattito sul futuro della ex scuola. Il presidente di Ascot, Ilvo Maraviglia, è tornato alla carica per un progetto di valorizzazione degli spazi: “È un nostro sogno vedere diventare il nostro prestigioso istituto un museo. Abbiamo lavorato a un progetto di fattibilità: è possibile far coesistere il museo con altre attività e non disperdere questo patrimonio culturale”.
Una possibilità su cui è intervenuto anche il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri: “La città deve prendere atto di questa lacuna e avviare una progettualità legata all’industria delle concerie e delle chimiche”. Ma Deri ha invitato anche a “tenere conto delle 100-120 persone che vivono lì, attivando un percorso simile a quello dell’ex Moi”.
Proprio su questo punto il centrodestra resta critico, ribadendo la priorità del rispetto delle regole.









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